«Il Sarrabus esiste, e resiste». Lo hanno scandito senza sosta ieri mattina i cittadini che hanno marciato dal centro di Villaputzu al ponte di ferro, chiuso da 1.024 giorni. Un Sarrabus che resiste in mezzo alla polvere e alle buche del guado, quando va bene. O che si ritrova completamente isolato quando il Flumendosa si ingrossa e l’unica alternativa per raggiungere Villaputzu è il giro infinito da Quirra.
Sulle sponde del fiume
Il corteo è partito alle 9.30 dalla piazza di fronte al municipio. Mezz’ora dopo, in mezzo al guado, c’erano anche i sindaci di Villaputzu (Pierpaolo Piu), Muravera (Francesca Mattana), Castiadas (Eugenio Murgioni) e San Vito (Marco Antonio Siddi). Sindaci con la fascia tricolore che assieme ad oltre trecento persone (compresi numerosi studenti) hanno formato una catena umana che ha unito le due sponde del fiume. Un gesto simbolico, «perché non ne possiamo più», spiega Paolo Congiu, uno dei cittadini che ha preso parte alla marcia. «Siamo qui in maniera pacata e civile per chiedere una sola cosa: basta con gli scontri politici a qualsiasi livello, l’unica cosa che conta è che il ponte venga riaperto. A noi non importa di chi sia il merito, conta solo la riapertura».
La partecipazione
Ad organizzare la protesta, il comitato per il ponte. «Nessuno a distanza di tre anni», spiega il presidente Antonio Congiu, «avrebbe mai potuto pensare a una situazione del genere, e cioè sono stati fatti appena l’8,6 per cento dei lavori. Siamo capitati al centro di una tempesta perfetta e il territorio è in ginocchio». Congiu invita tutti gli enti, «ognuno per sua competenza», aggiunge, «a fare la propria parte per riaprire subito il ponte ma anche per costruirne uno nuovo. Un grazie ai tanti cittadini che hanno manifestato». E se è vero che la partecipazione è stata buona ma non da record, «la protesta è comunque ben riuscita», dice Francesco Boi, di Muravera, carabiniere in pensione, «e giornate come queste sono importanti per tenere accesi i riflettori».
Il consigliere Sandro Porcu
Presente anche l’ex sindaco di Villaputzu (oggi all’opposizione) e consigliere regionale Sandro Porcu. «Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione», sottolinea. «La Regione? Su questo appalto ha le mani legate, sul futuro invece si può tanto». La pensa diversamente il sindaco di Villaputzu Pierpaolo Piu: «È giusto essere qui a rappresentare un’intera comunità, mi occorre però ribadire che il luogo della protesta è, e deve essere, la Regione. Mi auguro che nel giro di brevissimo tempo riprendano i lavori con la ditta seconda classificata. In caso contrario siamo pronti a proteste clamorose. Chiedo, ancora una volta, che il ponte di ferro venga messo all’ordine del giorno di una seduta del Consiglio regionale. Perché dopo tre anni non è ancora stato fatto?».
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