Il caso.

Castello ostaggio dei crocieristi 

Il quartiere preso d’assalto dai turisti: tante difficoltà per chi ci vive 

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Un quartiere storico monopolizzato dai crocieristi. È quello che avviene a Castello ogni volta che al porto fa scalo una nave, con centinaia (per non dire migliaia) di turisti che si riversano al Bastione e oltre per qualche ora.

Passare per via Canelles, via Lamarmora, i vicoli o qualche altra strada spesso diventa impossibile: i crocieristi si muovono in massa, in un quartiere piuttosto stretto e che non è area pedonale. Ma le difficoltà si presentano anche per chi è semplicemente a piedi, non solo per chi è in macchina.

I problemi

Ieri mattina, l’arrivo della Costa Toscana porta alcune migliaia di turisti in città. Molti, nella mezza giornata nel capoluogo (approdo alle 7, ripartenza alle 16), fanno tappa in Castello: nei vari gruppi ci sono francesi, spagnoli, tedeschi, sudamericani e asiatici. E, oltre ai crocieristi, il quartiere viene ingolfato ancor di più da dei ragazzi delle scuole in gita.

In certe strade, per transitare si fa molta fatica visto che i crocieristi occupano tutta la carreggiata. Un problema che si ripete sempre in questi casi, certo non soltanto esclusivo della giornata di ieri. E per chi vive o lavora in Castello la loro presenza – per quanto si tratti di un’invasione del tutto pacifica – non può essere priva di ripercussioni.

Il tour

Approfittando della mattinata di sole e del clima mite, prima dell’arrivo delle nuvole, i crocieristi si godono la giornata a Cagliari. Molti restano al Bastione ad ammirare il panorama, tutti con lo smartphone in mano, ma altrettanti si addentrano all’interno del quartiere, con la guida o senza. E qualcuno prova anche i minibus turistici.

Gli ascensori che portano in Castello (quando funzionano e non si bloccano) vengono costantemente presi d’assalto dai turisti, anche perché – arrivati al Bastione – la salita verso Santa Caterina è chiusa dalle transenne in entrambe le scalinate, per dei lavori avviati anni fa e a oggi mai conclusi.

Il disappunto

«Cagliari città turistica» è il mantra che si ripete con frequenza per quanto riguarda il capoluogo, ma per chi abita in Castello non è proprio così. «È una disperazione, perché ogni volta che arriva la bella stagione siamo ostaggio dei crocieristi», avverte Sonia Peddio, residente nella parte alta del quartiere. «Penso che la colpa sia anche delle guide turistiche, che non informano di come questa non sia una zona pedonale. Anche noi abbiamo il diritto di uscire e di rientrare a casa, invece loro invadono tutta la piazza e non restano nei corridoi dedicati dove si può passare tranquillamente. Sto pensando di andare via da Castello: questo è un problema che mi crea molta ansia, non si riesce nemmeno ad andare a fare la spesa».

C’è poi un altro aspetto da considerare. «A Castello c’è poco per i crocieristi», evidenzia Franco Picasso, residente. «In più è un tipo di turismo che non serve: vengono qui un’ora, guardano la cattedrale e tornano sulla nave. Non lasciano nulla: molto più redditizio quello residenziale, di chi viene qui 3-4 giorni». Secondo lui, per gestire la presenza dei turisti servirebbe altro: «Un percorso pedonale riservato, ma è difficile perché non c’è spazio. La loro presenza è un disturbo, provoca difficoltà non eccessive ma visibili».

«La difficoltà principale è che paralizzano il traffico in entrata e uscita, creando situazioni spiacevoli», aggiunge Susanna Picciau, presidente del comitato “Casteddu de Susu”. «Per varcare le porte d’accesso si creano disservizi e i semafori non sono programmati per gestire questo afflusso: è pericoloso. E, con tutto questo caos, non è nemmeno scontato che i turisti possano godersi il quartiere».

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