La strage.

Castel d’Azzano, niente perizia per i fratelli Ramponi 

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Verona. Niente perizia psichiatrica per i fratelli Ramponi. Almeno per il momento. È questa la decisione della Corte d'Assise di Verona alla prima udienza del processo per strage che vede imputati Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi per l'esplosione di un casolare a Castel D'Azzano, dove morirono tre carabinieri il 14 ottobre 2025.

Dopo un primo rigetto da parte del Gup in udienza preliminare, le difese di Franco e Dino hanno chiesto nuovamente che i propri assistiti vengano sottoposti a un esame psichiatrico. In particolare, per accertare se fossero capaci di intendere e volere al momento dei fatti e se siano in grado di partecipare coscienziosamente al processo. Dopo un’ora e mezza di camera di consiglio, la Corte presieduta da Raffaele Ferraro ha rigettato l'istanza.

Per la prima volta i fratelli Ramponi si sono riuniti tutti e tre in aula. Nessuno dei tre ha acconsentito a farsi riprendere in aula.

A perdere la vita la notte dell'esplosione furono Marco Piffari, 56 anni, comandante della Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto, il coetaneo Valerio Daprà, operatore dell'Aliquota di Primo intervento, e il 36enne Davide Bernardello. Altri 25 componenti della task force intervenuti per il sopralluogo nel casolare, tra militari e vigili del fuoco, rimasero feriti.

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