Milano. A poco meno di due mesi dall’inizio del caso mediatico innescato da Fabrizio Corona, partito con attacchi ad Alfonso Signorini e culminato nel coinvolgimento di Mediaset e della famiglia Berlusconi, l’ex “re dei paparazzi” è stato espulso dal web. Dopo un pressing legale del gruppo Mediaset, i principali colossi digitali hanno bloccato i suoi profili e rimosso i contenuti del format online “Falsissimo”, che aveva totalizzato milioni di visualizzazioni. Google ha cancellato tutti i video da YouTube, mentre Meta ha chiuso tre account Instagram (quello personale di Corona e due legati al programma), oltre ai profili Facebook. Eliminato anche l’account TikTok.
Meta ha spiegato che le rimozioni sono avvenute per “violazioni multiple degli Standard della community”.
Accuse e difesa
Secondo Mediaset, attraverso varie diffide, Corona avrebbe violato ripetutamente copyright, norme sulla diffamazione e sul linguaggio d’odio. La difesa di Corona, affidata all’avvocato Ivano Chiesa, denuncia invece «un’operazione di censura impressionante» e valuta una causa civile contro le piattaforme per presunte violazioni contrattuali, sostenendo che sia a rischio la libertà di parola. Nel frattempo Corona punta a rafforzare la sua presenza su Telegram.
Le rimozioni sono arrivate dopo che Corona aveva continuato a pubblicare contenuti nonostante un’ordinanza del Tribunale civile che gli imponeva di cancellare materiale ritenuto diffamatorio e di non diffonderne altro. In particolare, aveva ripubblicato su YouTube una puntata già rimossa per violazione di copyright, aggiungendo nuove accuse contro Signorini.
Le inchieste giudiziarie
Sul fronte giudiziario sono aperti diversi filoni: dalle accuse di diffamazione aggravata e revenge porn su querela di Signorini, a ipotesi di concorso in diffamazione e ricettazione che coinvolgerebbero manager di Google, fino a un’indagine per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato lo stesso Signorini, denunciato dall’ex concorrente del GF Vip Antonio Medugno. In questo quadro potrebbe essere ascoltato anche Stefano Bettarini, che intenderebbe riferire informazioni ai magistrati.
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