Una parte del Consiglio insiste per stanziare i fondi e abbattere l’imposta nei mesi invernali

Caso Ryanair, è scontro politico Sul taglio delle tasse deciderà l’Aula 

Pittalis (FI): lo stop di Todde danneggia tutta l’Isola Agus (Progressisti): alla Regione richieste irragionevoli  

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Al di là delle strategie comunicative – del colosso irlandese del low cost e della governatrice – c’è un fatto: la Sardegna sta prendendo in considerazione l’opportunità di abbattere la tassa d’imbarco come chiede Ryanair. Si tratta di capire quando e in quali forme.

Lo scontro

La questione è oggetto di un dibattito che – come spesso accade quando la Regione ha soldi nuovi da investire – è già sfociato nello scontro politico. Nella variazione di bilancio da 750 milioni all’esame del Consiglio regionale, circa 350 sono liberi da vincoli. Programmabili direttamente dai gruppi rappresentati in Aula. Ed è noto che l’azzeramento del balzello (6,5 euro a passeggero che si pagano in partenza dagli scali di Cagliari, Olbia e Alghero) goda di un favore trasversale nell’Assemblea. Con l’opposizione che spinge per eliminare del tutto l’imposta, e parti della maggioranza (oltre a Orizzonte Comune, lo stesso M5S) disposte, al limite, a sperimentare il nuovo corso nei mesi invernali. In tutti i casi, sarà il Consiglio – probabilmente entro giugno – a decidere se venire incontro o meno alle richieste degli irlandesi. E lo farà perché il centrodestra ha già pronti due emendamenti: uno da 14 milioni per abbattere l'addizionale nei mesi di spalla, da ottobre ad aprile, e uno da 35 milioni per tutto l'anno. Così, se gli schieramenti si mettono d’accordo prima, bene. Altrimenti, sarà battaglia in Aula: in questo caso, magari grazie anche al ricorso al voto segreto, è difficile che non prevalga l’opzione di azzerare i 6,5 euro almeno per la stagione invernale (da novembre a marzo) con l’aggiunta dei mesi di spalla (aprile e ottobre) solo per lo scalo di Alghero.

I numeri

D’altra parte, l’incidenza sul bilancio sarebbe davvero modesta se si scegliesse l’abbattimento sperimentale. Nell’ultima stagione invernale, grazie alla tassa sugli aeroporti sardi, lo Stato ha incassato 6,9 milioni, considerando il traffico passeggeri da novembre a marzo compreso. Più consistente l’introito derivante da dodici mesi di prelievo: 36,3 milioni nel 2025. Di certo – lo ha detto due giorni fa il capogruppo di FdI Paolo Truzzu – «i soldi che la Regione perde tornerebbero in Pil: 400 milioni di euro di tasse che vanno nelle tasche dei cittadini sardi. E bisogna fare in fretta perché va fatto l’accordo col governo per una legge omnibus o un altro provvedimento, e ci vuole tempo».

Intanto, le parole di Alessandra Todde dopo l’ultimatum di Ryanair fanno ancora discutere. La presidente ha parlato di ricatto da parte della compagnia, ieri il deputato e segretario regionale di FI Pietro Pittalis ha definito le sue dichiarazioni «gravi e profondamente dannose per la Sardegna». Infatti, «di fronte al principale vettore aereo europeo che prospetta investimenti, nuove rotte, crescita del traffico e centinaia di posti di lavoro, una Regione seria dialoga e difende gli interessi dei propri cittadini. Non risponde con atteggiamenti muscolari». L’azzurro evidenzia anche «la contraddizione della Giunta che, da una parte, reagisce con toni ostili nei confronti di chi propone investimenti, dall'altra, è pronta a impegnare circa 30 milioni di euro di denaro pubblico per acquistare quote societarie che non garantiscono alcun effettivo potere di indirizzo e di governo degli aeroporti sardi».

«Taglio irragionevole»

Non nasconde la sua contrarietà all’abbattimento dell’imposta Francesco Agus, consigliere dei Progressisti e assessore all’Agricoltura: «Quello che si sta chiedendo alla Regione, non è di eliminare una tassa regionale, ma di utilizzare soldi regionali, quindi risorse sottratte alla nostra scuola, alle nostre strade, ai nostri ospedali, alle nostre aziende agricole, per rimborsare una tassa statale. Esattamente come se rimborsassimo il bollo auto che gli automobilisti pagano allo Stato. Io lo trovo irragionevole».

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