Sestu.

Case sempre più care: è emergenza 

Impennata dei prezzi in città e gli alloggi in affitto sono introvabili 

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Tra prezzi sempre più alti e pochi immobili sul mercato, trovare una casa per molti è un sogno anche Sestu.

Le storie

I racconti di chi vive questa emergenza abitativa sono un pugno nello stomaco: «Ho quattro figli, di cui uno con disabilità, e trovare anche un buco è sempre un’impresa», racconta Giulia, che per privacy preferisce usare un nome di fantasia, «i proprietari vogliono referenze anche quando offrono due stanze, e se hai figli o animali spesso non vogliono neanche sentirne parlare».

Dall’altra parte della barricata c’è Stefano Faedda, oltre dieci anni di esperienza a Sestu come agente immobiliare: «Ci sono meno case di quante se ne cercano», conferma lui, «in passato avevamo 12 case in vendita nello stesso momento, oggi siamo scesi a due o tre. E i prezzi continuano a salire. Da 120mila euro nel 2015 a 150mila di media oggi». Mentre gli affitti sono passati da una media tra i 400 e i 500 euro a cifre tra i 600 e 700.

Quanto ai mutui, peggio che andare di notte. «Sei anni fa il tasso era all’1,5 per cento, oggi è generalmente raddoppiato», spiega Faedda. «Affittare a lungo termine spesso sembra meno conveniente, le case vacanze e gli affitti brevi sono sempre un affare più sicuro, mentre con un contratto a lungo termine c’è sempre il rischio che l’inquilino possa comportarsi male. Io faccio sempre incontrare proprietario e affittuario, per vedere se si piacciono, per così dire”. Nonostante tutto però Faedda si mantiene ottimista: «I numeri parlano chiaro, il mercato è in crescita, e soprattutto Sestu è ancora meno cara di Cagliari. Per chi ha una busta paga stabile, c’è sempre una porta aperta».

L’appello

Ma per tanti, il sogno resta tale a lungo: «Se potessi», afferma Giulia, «cambierei un mercato immobiliare in cui avere dei figli rischia di diventare un ostacolo per trovare casa. Servono affitti più sostenibili, più disponibilità di immobili e meno discriminazioni verso le famiglie. Perché una casa non è solo un immobile: è sicurezza, dignità e futuro, soprattutto per i nostri bambini».

In Consiglio

Un problema finito anche al centro del dibattito politico, con l’esponente della minoranza Valentina Meloni che nell’ultima seduta del Consiglio comunale ha lanciato un appello: «L’emergenza abitativa è una realtà specialmente per le persone in difficoltà economica, che sono costrette a cercare in estrema periferia o in aperta campagna. Il nuovo Piano urbanistico è un’occasione per destinare aree all’edilizia popolare».E la maggioranza concorda: «Sicuramente verrà fatta una riflessione sulle aree ad edilizia popolare, e abbiamo già qualche idea», ha affermato il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Massimiliano Bullita, «purtroppo i costi per costruire sono sempre più alti, ma una soluzione può venire anche dall’edilizia sociale privata».

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