All’inizio pensavano fosse un episodio sporadico: un topolino che girava per strada e nulla di più. Dopo, però, dal topolino si è passati a decine di ratti enormi che hanno invaso giardini, garage e persino le case.er i residenti nelle vie Leoncavallo, Boito, Mascagni, Boccherini e strade vicine, nel quartiere di Santo Stefano, non c’è più pace. Costretti a vivere con le finestre chiuse e le tapparelle abbassate, spesso rinchiusi in casa perché fuori ad attenderli ci sono colonie di topi. Nelle scorse settimane sono stati effettuati alcuni interventi di derattizzazione, e altri sono in programma in questi giorni, ma a nulla sono serviti. Perché i ratti hanno trovato il loro habitat all’interno dell’ex asilo di via Boito, da anni abbandonato e ridotto a un letamaio.
Anche il gatto ha paura
«Tutto è cominciato qualche settimana fa», racconta una residente in via Leoncavallo, Lucia Pinna, 72 anni. «Il mio gatto ha iniziato a portarmi alcuni topolini piccoli, in tutto cinque. Una cosa normale, non mi sono preoccupata». Nel giro di qualche giorno però la situazione precipita. «In giardino sono arrivati topi enormi, ce n’erano tre nelle fioriere, tutti tranquilli, e uno arrampicato alla finestra, che batteva la testa come se volesse entrare. Adesso anche il gatto ha paura e sta dentro. Il problema è quella scuola: io ce l’ho di fronte a casa ed è una vergogna». Anche Stefania Unida, 43 anni, vive in via Leoncavallo: «Siamo costretti a stare rinchiusi in casa e per giunta con le finestre chiuse, anche di notte. È una situazione assurda: i topi entrano nei giardini e arrivano nei piani alti salendo sulle tubature. Un inquilino se l’è trovato nel pianerottolo. Qualcuno ha messo le esche ma i topi se le sono portate via. È chiaro che vengono dall’ex asilo, come si può lasciare una struttura in quelle condizioni? Perché non puliscono almeno il cortile?».
L’edificio immondezzaio
L’ex asilo di via Boito è abbandonato da anni, i vandali che hanno distrutto e rubato tutto ciò che era al suo interno. Col tempo è diventato rifugio di senzatetto e balordi che hanno più volte appiccato il fuoco. Gli incivili poi vi gettano dentro spazzatura di ogni tipo. L’edificio è stato ceduto al Ministero per farne la sede del commissariato di polizia ma niente è ancora stato fatto, tanto meno una bonifica. Oltretutto il cortile è invaso dalle erbacce con il rischio di incendi.
Zecche e blatte
«Ormai conviviamo con i topi», dice un altro residente, Andrea Maccioni. «Topi enormi. Giorni fa mi sono spaventato perché come sono uscito ce n’erano tre, tranquilli, proprio davanti all’ingresso di casa. Sono veramente molti, ci sono i cortili invasi. Abbiamo davanti questo edificio dell’asilo che è proprio in una situazione di degrado e che oltre ai topi è rifugio di zecche e blatte. Buste e spazzatura di ogni tipo. Speriamo in un intervento risolutore, perché così non possiamo andare avanti».
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