Comandini: sulla sanità no a divisioni. Truzzu (FdI): crisi profonda

«Case e ospedali di comunità: avviati quasi tutti i cantieri»  

Todde incontra i manifestanti: confronto continuo 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

L’obiettivo era quello di aprire un dialogo e una collaborazione continua tra comitati e istituzioni. E l’incontro di una delegazione di manifestanti e di sindaci con il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, la governatrice e assessora alla Sanità Alessandra Todde, i componenti della sesta commissione guidata da Carla Fundoni e i capigruppo, è stato «positivo».

I rappresentanti del Coordinamento hanno consegnato un documento – illustrato da Francesco Carta, referente di Medicina democratica – in cui si chiedono risposte concrete e urgenti.

«Certezze e fiducia»

«È stato un confronto anche duro su alcuni temi, ma nel quale è stato mostrato un grande senso di responsabilità da parte di tutti», sottolinea Comandini. «Sia le istanze dei Comitati che quelle degli amministratori comunali hanno trovato massima attenzione da parte di tutti i consiglieri regionali presenti e della stessa governatrice, a dimostrazione che sul tema della sanità non ci possono divisioni ideologiche, ma una comune visione. Dobbiamo ridare certezze e fiducia ai cittadini verso il sistema sanitario regionale, ma c’è anche da recuperare il tempo perso e tante situazioni che abbiamo ereditato, e questo in una stagione che è carente sia di risorse finanziarie che umane, vista la mancanza di tanti medici».

I numeri

Spiega la presidente Todde: «Il nostro obiettivo è continuare a lavorare con un metodo chiaro che prevede un confronto con i territori, dati trasparenti e responsabilità nelle scelte».

Detto questo, l’assessora alla Sanità ad interim, ha illustrato una serie di dati: alla fine del 2024 mancavano circa 560 medici di medicina generale, oggi ne mancano 478 se si considerano anche gli incarichi a tempo determinato. Senza questi, ne mancano 500. Gli investimenti del Pnrr prevedono 50 Case di comunità: I cantieri risultano avviati in 47 strutture su 50, con uno stato di avvio dei lavori pari al 94% rispetto al 20% di giugno 2024. Per gli Ospedali di comunità, i cantieri sono stati avviati in tutte le 13 strutture previste, con l’obiettivo di arrivare a 11 ospedali operativi entro giugno 2026. Nel 2025 sono entrati nel servizio sanitario regionale 1.500 infermieri e 982 dirigenti medici, tra concorsi, mobilità e stabilizzazioni. E sul registro tumori, «siamo in ritardo, ma stiamo lavorando per caricare i dati».

Le farmacie

Dice la presidente della commissione Carla Fundoni: «Ben vengano confronti e anche critiche ma la crisi della sanità sarda è nota da tempo e sinora abbiamo tamponato tutte le emergenze. Ora c’è da affrontare in modo strutturale la questione della sanità territoriale e lo faremo anche con l’appoggio della rete delle farmacie sarde per offrire servizi sanitari alla portata del cittadino».

La critica

Critico il capogruppo di FdI Paolo Truzzu: «La manifestazione dei comitati e la chiamata alle armi della Cgil sono la conferma che quanto denunciamo da tempo non è mera propaganda, ma una descrizione oggettiva dello stato comatoso della sanità. In questi due anni non è stato fatto nulla di concreto. Il dibattito sulla sanità in Consiglio regionale è quanto mai urgente e la presidente deve presentarsi in aula per dare risposte certe, e per delineare una strategia chiara sulla sanità che ancora stenta a vedersi». (cr. co.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?