Piazza Torrente.

Case dell’acqua a singhiozzo, proteste e disagi 

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Dieci anni fa erano state una novità utile sia per l’ambiente che per far risparmiare i cittadini. In tantissimi avevano risposto all’appello del Comune per approvvigionarsi alle casette dell’acqua, in un anno erano stati erogati 800mila litri di acqua (evitando la produzione di oltre 500mila bottiglie di plastica). Oggi lo scenario è nettamente cambiato e molte casette dell’acqua funzionano a singhiozzo, qualcuna è addirittura fuori uso. E fioccano le lamentele dei cittadini che vorrebbero ancora usufruire del servizio. «Da quaranta giorni la casetta dell’acqua non eroga acqua naturale» segnala Antonio Pinna, preside in pensione. «Ai cittadini dei quartieri di Sacro Cuore e di San Nicola non resta altra possibilità che usufruire delle casette situate a Torangius o in viale Repubblica». Disservizi frequenti anche a Silì e negli altri punti di erogazione dove vengono segnalati problemi e la distribuzione dell’acqua naturale o frizzante non sempre garantita. Altri cittadini segnalano anche le condizioni degli impianti, lasciati spesso «in abbandono e degrado» ripete una casalinga. «Sarebbe necessaria più attenzione verso un servizio importante e maggiori manutenzioni». ( v. p. )

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