Sessanta posti letto per pazienti autosufficienti e non, un centro dedicato ai malati di Alzheimer e - magari – attività ricreative legate al benessere (con tanto di punto ristoro) in trenta ettari di verde. È questo, a grandi linee, il progetto che è stato presentato al Comune di San Vito dalla cooperativa sociale “Il Mio Mondo” (sede a Cagliari, in via Mandrolisai) per realizzare una casa anziani al posto dell’ex ostello della gioventù di San Priamo. Cooperativa che ha risposto al terzo bando pubblicato con la formula del partenariato pubblico-privato (i primi due erano andati deserti). L’affidamento in gestione della struttura però non è automatico: sulla base del progetto di fattibilità presentato dalla cooperativa (che dovrà ottenere una valutazione positiva da parte dell’amministrazione comunale) sarà necessario predisporre un ulteriore bando aperto a tutti.
Il sindaco
«Stiamo procedendo – spiega il sindaco di San Vito Marco Antonio Siddi – a tutti gli approfondimenti necessari. I pareri sul progetto arriveranno entro l’11 giugno. Se otterrà il via libera, come mi auguro, approviamo l’esecutivo e lo mandiamo in gara. La società ci è sembrata seria e credibile. Se tutto andrà bene nel giro di due anni la prima casa per anziani del Sarrabus potrebbe diventare una bella realtà».Chi si aggiudicherà l’ostello avrà a disposizione 2,5 milioni di euro (provenienti da un finanziamento regionale) per la ristrutturazione. In più – questa è la somma proposta da “Il Mio Mondo” – sarà necessario aggiungere almeno un altro milione e 350mila euro per un totale di quasi quattro milioni. Il sindaco, in ogni caso, predica prudenza: «Il percorso – conclude Siddi – è ancora lungo. Questa novità comunque è un bel passo in avanti».
L’opposizione
«Dobbiamo dire con chiarezza – spiega Alberto Cuccu, il capogruppo – che siamo ancora al chilometro zero di un percorso lungo e complesso». Cuccu spiega meglio: «Prima dei cantieri – prosegue – servono verifiche rigorose, a partire dai costi. Gli uffici del Comune devono controllare che il piano economico regga, l’opera cioè deve autofinanziarsi senza pesare sulle tasche dei cittadini offrendo servizi a prezzi giusti». Inoltre «oggi – dice ancora Cuccu – l’ex ostello è registrato come struttura alberghiera. Trasformarlo in una casa di riposo per anziani richiede un cambio di destinazione d’uso che va verificato e approfondito. Non è un passaggio scontato». La casa di riposo, insomma, sarebbe un’ottima cosa per il territorio «ma – conclude – siamo ancora nella fase in cui si valuta se l’idea è fattibile e conveniente per la comunità». Qualora si accendesse il semaforo verde – dopo anni di tentativi - a San Priamo sorgerebbe davvero la prima casa di riposo del Sarrabus.
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