Trenta milioni almeno contro il caro carburante, pescandoli dai 750 della variazione di bilancio alle porte. «L’iniziativa della Regione – dice Andrea Porcu, direttore di Confindustria – sembra in linea con quanto le nostre imprese segnalano da mesi alle istituzioni, sia regionali che nazionali, anche se attendiamo di conoscere il provvedimento nei dettagli. Tuttavia, serve uno strumento strutturale, di lungo periodo, perché le aziende possano sostenere i costi del trasporto, superiori rispetto ai concorrenti, tanto nel resto d’Italia quanto in Europa».
Lo svantaggio competitivo che sopporta il mondo produttivo sardo si traduce ormai in maggiori spese del 45%, imputabili soprattutto alle Ets, l’eurotassa sulle emissioni di Co2 che gli armatori scaricano sull’autotrasporto. «Crediamo – dice Gianfrancesco Lecca, vicepresidente di Confapi – che la Regione debba avere più coraggio. I trenta milioni rischiano di essere insufficienti e non risolvono il problema strutturale della Sardegna, la condizione di insularità che richiede di rivedere, su base territoriale, l’applicazione delle Ets». Lecca chiama «a una mobilitazione, anche a Bruxelles». Sul punto, alla commissione Ue ha scritto la Filt Cgil: «Il pagamento delle Ets – dice il segretario regionale Arnaldo Boeddu – non può continuare a penalizzare il nostro sistema economico, la revisione è necessaria». ( al. car. )
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