La festa.

Carnevale, il forte maestrale non ferma la prima sfilata 

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La città si è svegliata a colori. Nonostante le previsioni e gli allarmi meteo, ieri pomeriggio le vie del centro si sono riempite di maschere, coriandoli e musica. La sfilata dei carri allegorici, assente da vent’anni, è prevista per domenica 15, ma un serpentone vivace di gruppi e famiglie ha attraversato le strade sotto gli sguardi dei negozianti affacciati sulle porte dei propri locali per celebrare il carnevale.

Tra personaggi dei manga giapponesi, pirati e supereroi, la festa ha mescolato generazioni e stili. A scandire il passo, il rullare continuo dei tamburi che ha accompagnato il corteo richiamando curiosi e passanti.C’erano i Viking Group, una cinquantina di partecipanti in abiti e paillettes colorate, presenza fissa della festa. «Partecipiamo ogni anno – racconta Mario Lampis dello staff –. Lo spirito c’è ancora. Sabato saremo a Quartu e domenica al Villaggio dei Pescatori».

Direttamente dal Villaggio arriva l’altro gruppo di cui fa parte Antonio Cuccu come consigliere: «Siamo circa un’ottantina e partecipiamo dagli anni Ottanta. Quest’anno, per problemi economici, molti gruppi si sono ritirati, noi non abbiamo potuto comprare i vestiti. Ma non rinunciamo: il 22 faremo zeppolata e pentolaccia al Villaggio dei Pescatori. Lo spirito del Carnevale è fare il possibile per rendere tutto divertente per tutti».

Tra la folla che ha invaso il centro città, da via De Candia passando per via Garibaldi fin dentro Castello e infine in piazza Yenne, Michela di 45 anni, racconta: «Partecipo da quando sono nata. Non è il Carnevale di una volta, io suonavo in un gruppo che non esiste più. Ma è importante che ci siano eventi così, ci accontentiamo».Accanto a lei la figlia Francesca, vestita da tigre. Per la bambina di 10 anni non ci sono dubbi: «Il Carnevale mi piace molto, partecipo tutti gli anni».E poi Manuel, 30 anni, che accompagna il figlio Roberto di 7: «Io sono Captain America», dice il piccolo. «Io da donna», ride l’altro.

Erano attese tra le 200 e le 250 persone. Alla fine la città ha risposto, nonostante l’assenza delle associazioni Sa Ratantira Casteddaia e ASC Senza Confini Rione Marina. Per qualche ora il centro ha lasciato spazio alla leggerezza, dimostrando che il Carnevale può ancora accendere le strade.

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