Monastir si stringe attorno alla famiglia di Carlo Spiga, il compaesano morto a 61 anni in un incidente di lavoro al Porto Canale di Cagliari, schiacciato da alcuni tubi durante il carico di materiale destinato ad Arbatax.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in paese, dove era conosciuto e benvoluto. «Siamo ancora sconvolti dalla notizia, è strano sapere che Carletto non è più tra noi», sottolinea il fratello Alessandro: «Era una persona altruista, sempre disponibile e pronta ad aiutare chi aveva bisogno. Uno spirito libero». Autotrasportatore da sempre, Spiga sarebbe andato in pensione a breve. Era tornato in Sardegna dopo aver trascorso 35 anni fuori dall’Isola, in particolare tra Lazio e Toscana. Nel corso della carriera si era occupato anche del trasporto dei palchi per grandi artisti come Vasco Rossi, Marco Mengoni e Ligabue.
«Aveva tantissimi amici, non solo qui ma in ogni città in cui ha vissuto e lavorato», aggiunge il fratello, «Carlo un grande sognatore, aveva sempre tante idee da realizzare. Ultimamente si era messo in testa di creare una struttura ricettiva e stava restaurando una casa». Ora resta il dolore della famiglia, con cui la vittima aveva mantenuto un legame profondo. «Avevamo un rapporto bellissimo, eravamo molto uniti. Si preoccupava sempre per noi fratelli e sorelle. Anche se non poteva aiutarci, cercava una soluzione a tutti i nostri problemi». L’ultimo saluto è in programma oggi alle 15,30 nella Parrocchia di San Pietro a Monastir.
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