Conakry. Leone XIV, per la prima volta da Pontefice, entra in un carcere. Lo fa a Bata, sul litorale della Guinea Equatoriale, un penitenziario noto alle associazioni umanitarie, a partire da Amnesty International, per le sue condizioni dure, con detenuti che talvolta vengono isolati dalle loro stesse famiglie e dagli avvocati. Oggi tutto è lindo, le pareti intonacate da poco, la cerimonia fila nei binari, anche l'intervento dei carcerati che parlano a nome di tutti. C'è il Papa e l'istituto penitenziario vuole mostrare il meglio di sé.
Ma questo non esime Leone XIV dal chiedere «rispetto per la dignità di tutti», «umanità» e una giustizia che non abbia come unico obiettivo quello di «punire» ma anche di offrire una nuova chance a chi ha sbagliato. «Tante sono le ricchezze naturali di cui il Creatore vi ha dotato: vi esorto a cooperare affinché possano essere una benedizione per tutti», ha detto il pontefice nella messa nella basilica di Mongomo. In prima fila alla messa c'è il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, saldamente seduto sulla sua poltrona da 46 anni, con elezioni dove il risultato a suo favore supera il 90 per cento. C'è anche Teodirin, il figlio e vicepresidente del Paese.
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