Enna. La rivolta nel carcere cittadino era nell'aria, alimentata dai tanti sequestri di cellulari e droga introdotti all'interno dell'istituto. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso, in una struttura sovraffollata e vecchia, è stata la centralina telefonica andata in tilt. Complici i temporali dell'ultima settimana e il fulmine che tre giorni fa ha colpito l'impianto.
A Enna i detenuti, negli ultimi giorni, non hanno potuto comunicare con le famiglie e questo ha fatto saltare il tappo a una situazione di per sé esplosiva. Così ieri, nonostante la linea telefonica fosse stata già ripristinata, è scoppiata la rivolta. Erano le 11 e poco prima gli agenti avevano scoperto nuovamente telefoni cellulari, introdotti illegalmente dentro l'istituto, e una partita di droga. I detenuti hanno “conquistato” il vecchio padiglione, tre piani di celle, e il nuovo padiglione, dove ci sono i carcerati protetti. Distrutte le telecamere di sorveglianza. Solo nel pomeriggio, con l’intervento di altri agenti siciliani, è stata riportata la calma. Otto gli indagati.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
