Il conflitto

Carburanti, prezzi in risalita dopo il taglio delle accise 

Lo sconto deciso dal Governo applicato da 9 distributori su 10 

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Anche nell’Isola, dopo la discesa registrata giovedì, in diversi distributori i prezzi dei carburanti sono già tornati a salire, mentre in una quota più limitata sono rimasti invariati rispetto a prima del taglio delle accise deciso mercoledì sera dal Consiglio dei ministri. Un andamento disomogeneo che ricalca quanto accade a livello nazionale. Ieri pomeriggio il provvedimento risultava applicato dall’87,7 per cento delle stazioni di servizio, mentre nella mattinata i distributori che avevano adeguato i listini al ribasso erano circa 60 su 100. Pochi, secondo il Codacons, che aveva protestato.

I dati del Ministero

Il dato arriva dal ministero delle Imprese e del made in Italy, secondo cui il calo si riflette sui prezzi medi nazionali: la benzina è scesa a 1,712 euro al litro e il gasolio a 1,958 euro in modalità self sulla rete ordinaria. Sulla rete autostradale i prezzi si attestano invece a 1,788 e 2,030 euro. Se in alcune zone lo sconto è stato più modesto, in Sardegna i prezzi medi ieri erano 1,710 euro al litro per la “verde” e 1,952 per il diesel, collocando l’Isola tra le regioni meno care sia per il gasolio (17ª su 20) sia per la benzina (15ª). In altre

«La gran parte degli impianti nell’Isola ha recepito il taglio», conferma Gabriella Ruggiu, referente Fiab di Confesercenti: «E confermo anche che il calo ha attirato un gran numero di automobilisti alle pompe: un assalto, in molti casi, dopo giorni di vendite col lumicino. Già in giornata, tuttavia, in diversi distributori i prezzi sono risaliti. Nella stazione di servizio che gestisco sulla 131 Dcn, sono rincarati di 54 millesimi sia la benzina che il gasolio». In alcuni casi, come a Cagliari, gli aumenti sul diesel hanno superato i 10 centesimi.

Tra acquisti e vendite

Come spiegare la scelta di alcuni gestori di non applicare subito il taglio delle accise? «La Fiab è favorevole al provvedimento del Governo – risponde Ruggiu – ma il taglio non è indolore per noi gestori. Abbiamo acquistato le scorte di gasolio, benzina e gpl a prezzo pieno (le accise sono una tassa sul costo di produzione) e ci vediamo imposta la vendita a prezzo ridotto. Io ci rimetterò 4mila euro, ma ho colleghi che andranno sotto chi di 7mila chi di 8mila. Certo, la legge prevede questa possibilità ma sinceramente capisco che qualcuno abbia potuto tenere i prezzi alti nella speranza di ammortizzare la perdita. Il nostro margine è fisso: minimo 2,5, massimo 5, in media 3 centesimi per litro, a prescindere dal prezzo di vendita. I listini vengono decisi dalle compagnie e dipendono dalle quotazioni Brent e Platts, veloci in fase di aumento e lente a calare. Qualcuno si sta arricchendo ma non siamo noi».

Controlli e monitoraggio

Chi ha mantenuto i prezzi invariati non sembra temere i controlli della Guardia di finanza disposti dal Garante per la sorveglianza dei prezzi? «Si stanno facendo anche in Sardegna ma gli agenti non possono fare molto di più oltre a verificare che i prezzi di vendita alle colonnine corrispondano a quelli comunicati all’Osservatorio prezzi».

Il Mimit collega ai controlli la riduzione della quota di impianti che non si adeguano o aumentano i prezzi, passata dall’11,4% al 4,5%. Resta alta l’attenzione: lunedì è previsto un nuovo vertice della Commissione allerta rapida al ministero, presieduto dal ministro Adolfo Urso, con un punto su carburanti, inflazione e materie prime.

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