I conti.

Carburanti, il taglio è scaduto: arrivano le accise mobili 

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Scadeva ieri a mezzanotte lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, l’ultimo varato dal governo, finanziato con tagli ai ministeri. Da oggi, hanno annunciato nei giorni scorsi la premier Meloni e il ministro delle Imprese Urso, si passa alle accise mobili. Che sono sempre sconti fiscali sui carburanti, ma questa volta finanziati senza toccare i bilanci pubblici. Il decreto interministeriale di Economia e Sicurezza energetica sulle accise mobili è atteso a brevissimo. Dovrà indicare i carburanti interessati dallo sconto fiscale, l’ammontare dello sconto e il periodo di applicazione. Nel frattempo Eni il 25 settembre ha annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, dal 28 settembre per 30 giorni. Il 27 lo sconto sui carburanti per 30 giorni è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 ha seguito a ruota la kuwaitiana Q8, infine è arrivata la libica Tamoil. Secondo l'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, il 3 ottobre solo il 51,7% degli impianti praticava un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro, e il 52,2% del gasolio sotto i 2,20 euro. Sono 10.400 gli impianti che si sono adeguati al price cap, rispetto ai 20.140 circa esistenti in Italia.

Ma non è solo il caro-energia a complicare i conti del governo, a caccia di coperture per la legge di bilancio. La fotografia dell’Istat sul periodo aprile-giugno mostra una pressione fiscale al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso periodo il reddito disponibile delle famiglie è aumentato dello 0,4%, ma la spesa in consumi è cresciuta molto di più (+1,7%), determinando una contrazione della propensione al risparmio (al 6,7%, in calo di 1,2 punti). A ridursi è anche il potere d’acquisto, sceso dello 0,9%. Per quanto riguarda i conti pubblici invece, il secondo trimestre registra un miglioramento dell'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (-2,0% del Pil, dal -2,1% del 2025). Confermata infine la crescita dell’economia: nel secondo trimestre il Pil è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e del +1% su base annua. La crescita acquisita per il 2026 (quella che si avrebbe se il Pil restasse invariato nei successivi trimestri) è già al +0,8%.

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