Economia

Carasau e pistoccu, un marchio di qualità 

Due comitati raggruppano 40 aziende: proteggiamo i pani antichi 

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«L’obiettivo è quello di arrivare al marchio Igp (Indicazione geografica protetta) del pane carasau di Sardegna e del pane pistoccu d’Ogliastra, così da proteggere il nome e la qualità di questi prodotti sui mercati nazionali e internazionali», premette Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio di Nuoro. «Dobbiamo, dunque, evitare che qualcuno si appropri di questi nomi perché oggi sono “liberi”. Questo vuol dire difendere i produttori e i consumatori. L’Igp garantisce la qualità e lo standard del prodotto». Insomma, non c’è tempo da perdere, occorre portare avanti un iter che sa di conquista attesa anni. Il coro si leva dal capoluogo barbaricino, dove venerdì si è svolto un incontro assai partecipato, nei locali dell’ente camerale, alla presenza di quasi una quarantina di produttori isolani, imprenditori della grande distribuzione e dell’assessore regionale dell’Agricoltura, Francesco Agus, che ha ribadito l’importanza di creare una filiera unica tra prodotti agricoli primari e la trasformazione.

Il procedimento

L’obiettivo è chiaro: conquistare il marchio Igp, quell’indicazione geografica protetta dalle innumerevoli opportunità. Il concetto accomuna, si irradia dal cuore della Sardegna ma abbraccia l’Isola. D’altronde, se da una parte il pistoccu è una peculiarità tutta ogliastrina, dall’altra il carasau permette di spaziare, di coinvolgere un’intera regione. «L’Igp è fondamentale per le nostre produzioni», puntualizza Fabrizio Di Napoli, fonnese d’adozione, da anni produttore di carasau e presidente del comitato promotore “Igp pane carasau di Sardegna”. «In questi anni il nostro pane tipico è diventato un emblema della nostra terra, insieme ad altri prodotti sardi». Alessia Demurtas, vicepresidente del comitato promotore “Igp pane pistoccu d’Ogliastra”, aggiunge: «Carasau e pistoccu sono pani antichissimi, realizzati con semola di grano duro. Stiamo parlando di una farina che garantisce proprietà nutrizionali ottime. Altra particolarità, assai apprezzata dal mercato, sono dei pani privi di conservanti ma che durano a lungo perché “biscottati”. Quindi, per noi sono da tutelare perché fanno parte dei cosiddetti “pani antichi” della Sardegna».

L’obiettivo

La corsa verso l’ambito marchio prosegue con convinzione. «L’Igp è uno strumento giuridico europeo che lega il prodotto al territorio, tutelato dalla legge», precisa Gianfranco Cubadda, della Bioeco Srl. «Non è un semplice bollino: è un salto di livello, dal prodotto tradizionale a un prodotto protetto in tutta Europa».

Stando al percorso di riconoscimento, come confermato dai consulenti di Bioeco Maria Antonietta Dessì e Piergiorgio Chelucci, l’iter procede spedito: disciplinari chiusi e presentati a Regione e Ministero, ora in attesa del primo riscontro dal ministero dell’Agricoltura. Chelucci rimarca: «L’Igp può generare sviluppo e trasmissione del sapere: non è solo pane, è identità e crescita per il territorio». Carmelo Battaglia, segretario della Camera di commercio di Nuoro, conclude: «La speranza è che questo territorio, quanto prima, possa godere di un marchio che dà valore alle nostre produzioni».

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