Settecentocinquanta bambini provenienti dalle scuole del territorio, le autorità militari, imprenditori e sportivi che hanno dato lustro alla comunità, i sindaci dei centri vicini: con una grande festa organizzata in piazza Liori, ieri mattina Capoterra ha smesso per sempre i panni di paese per diventare città.
La gioia
L’importante riconoscimento, suggellato dalla presenza della prefetta di Cagliari Paola Dessì, ha chiuso l’ter burocratico che ha permesso a Capoterra di ottenere lo status di città. Le celebrazioni sono state anche l’occasione per ripercorrere la storia recente di Capoterra: sul palco, insieme all’attuale sindaco Beniamino Garau, anche gli ex Tore Caboni ed Efisio Baire. Ospiti della cerimonia, anche il sindaco di Assemini, Mario Puddu; di Sarroch, Angelo Dessì; e di Pula, Walter Cabasino.
Il riconoscimento
Per dimensioni e numero di abitanti Capoterra città teoricamente lo è già da diversi anni, ma è a causa della frammentazione del suo territorio – suddiviso in più zone residenziali – gli stessi abitanti hanno sempre faticato a considerarla come tale. Per il sindaco Garau, il riconoscimento - arrivato direttamente dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella -, non è un punto d’arrivo, ma di partenza: «Non è un caso che in questa giornata abbiamo voluto fortemente che fossero presenti tutte le scuole di Capoterra, spetterà a loro il compito di fa compiere un ulteriore salto di qualità a Capoterra. Il riconoscimento di città è di sicuro importante, ma va considerato soprattutto come uno stimolo per potenziare i servizi e migliorare la qualità della vita. Tanto è stato fatto negli ultimi decenni, ma ci attendono nuove sfide per dare ai nostri cittadini le stesse opportunità dei residenti dei centri più vicini a Cagliari».
Sviluppo
Matteo Baire, imprenditore del settore dei trasporti, si augura che lo status di città offra a Capoterra nuove opportunità: «La mia famiglia vive qui da diverse generazioni, negli anni Capoterra è cresciuta e non poteva più essere considerata come un paese, questo riconoscimento è motivo di orgoglio, la speranza è che venga accompagnato anche da un potenziamento dei servizi».
La campionessa
Silvia Farigu, domina da anni la scena mondiale del taekwondo: per lei una città deve soprattutto ospitare manifestazioni di assoluto livello: «Gli impianti sportivi ci sono, le società e gli atleti che praticano diverse discipline sono in costante aumento, la speranza è che Capoterra possa diventare sempre di più una città capace di intercettare gare e tornei di importanza regionale e nazionale».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
