«Si può dissentire senza umiliare. Si può criticare senza insultare. Ed è questo il modo di fare politica in cui continuerò a credere». Con queste parole Monica Cadeddu, sindaca di Decimomannu, ha scelto di rompere il silenzio e rispondere frontalmente agli attacchi, non solo politici ma anche personali, che l’hanno vista coinvolta nelle ultime ore.
Da giovedì mattina il paese si è trasformato in un vero e proprio cantiere aperto per la radicale rivisitazione della viabilità urbana. Tra sensi unici appena istituiti, transenne e cartelli freschi di vernice, l'impatto sul quotidiano è stato immediato e non sono mancate le accese lamentele di residenti e commercianti.
Il muro contro muro
Il fulcro della discordia è via Nazionale, l’arteria principale del paese, un tempo nevralgico punto di passaggio e oggi cuore della contesa. Qui l’istituzione di un senso unico di marcia in un breve tratto ha letteralmente spaccato in due la comunità.
Se alcuni cittadini vedono il cambiamento come un’opportunità di ammodernamento, la maggioranza dei negozianti è sul piede di guerra, logorata dal timore di un drastico calo delle vendite nei prossimi mesi: «Così saremo costretti a chiudere», sussurrano disperati tra le botteghe, dove lo scetticismo per il futuro si mescola alla rabbia per una «decisione calata dall’alto» che rischia, a loro dire, di desertificare il commercio locale.
Il fattore “fake”
Il dibattito, però, ha rapidamente superato i confini del confronto civile e della legittima critica politica, esondando sulle piazze digitali e assumendo contorni talvolta violenti. Sulla pagina Facebook “Decimo Libera: libertà di opinione con rispetto reciproco”, il nome del gruppo è diventato un paradosso: lo scontro è degenerato in insulti personali.
Un utente, firmato Marco Lecca, ha pubblicato l’immagine denigratoria di un asino con la fascia tricolore. Un attacco mirato alla prima cittadina, subito supportato da alcuni profili fake (come “Il satiro dei due fiumi”) spuntati da qualche settimana proprio per soffiare sul fuoco del malcontento e alimentare la polemica anonima.
La replica
La risposta di Monica Cadeddu è arrivata come una netta rivendicazione di dignità istituzionale e umana: «Dietro una fascia c’è sempre una persona che dedica tempo e responsabilità a una comunità. Amministrare significa valutare priorità collettive. A volte una decisione non coincide con ciò che si desidera, ma trasformare il dissenso in insulto significa confondere il dialogo con la pretesa».
Cadeddu ha poi cercato di rassicurare sul piano tecnico, ricordando che i tanto criticati “allungamenti” stradali sono minimi e che i parcheggi aumenteranno: «Serve pazienza. Superato lo shock iniziale, avremo meno ingorghi. Se non funziona? Torneremo indietro».
La solidarietà
In un clima così esasperato, un importante segnale di distensione è arrivato dall’opposizione. Leopoldo Trudu, avversario politico della sindaca, è stato l’unico a condannare pubblicamente il gesto: «Mai si deve arrivare a offendere chi dedica il proprio tempo alla comunità. Le offese gratuite non fanno parte della nostra cultura».
La “fase sperimentale” è appena iniziata, ma la sfida più complessa sarà riportare il rispetto civile tra le vie del paese.
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