I cantieri in corso che nei prossimi mesi stravolgeranno il volto della città sono tanti, ma non procedono tutti alla stessa velocità.
La mappa
Quello più vicino alla conclusione è il nuovo parco tra via Caracalla e vico Capo Frasca, dove prima regnava il degrado: l’inaugurazione è attesa a ridosso dell’inizio ufficiale dell’estate. Entro la fine della stagione estiva la città dovrebbe avere a disposizione anche il parcheggio di via Monte Marganai, con 50 nuovi stalli per tamponare la carenza di posti auto. A inizio autunno vedrà la luce anche il restyling della fontana di via Porto Botte, ma soprattutto dovrebbe arrivare il momento dell’apertura dell’ecocentro in via San Fulgenzio, i cui lavori sono ripresi alcuni mesi fa dopo essersi arenati durante l’inverno. Entro fine anno, invece, il Comune punta a chiudere la ristrutturazione degli hangar di via dell’Aeronautica, dove sarà ospitato il Museo del Volo, e di Casa Argiolas in via Cornelio Nepote, destinata a diventare un centro anziani.
Il caso via Cabras
Più incerto il destino del rifacimento di via Cabras. Quando a inizio marzo sono partiti i lavori, l’amministrazione contava di chiudere la partita in anticipo rispetto ai sei mesi dell’appalto, ma l’intervento è ancora lontano dalla fine. «I lavori sono fermi, cittadini e attività in sofferenza riferiscono di non vedere operai da tempo e pare ci siano problemi con i sottoservizi. Un aspetto che avrebbe dovuto essere valutato ben prima», attacca in una nota il gruppo Pauli Monserrato – La Svolta, di Valentina Picciau e Andrea Zucca. «Nel frattempo le nuove piante che sostituiranno i pini abbattuti giacciono sul ciglio della strada, sotto il sole e senza cure». L’affondo si conclude così: «Le nuove tubazioni non sembrano adeguate a sostenere precipitazioni intense e rischiano di non risolvere il problema degli allagamenti. Via Cabras non ha bisogno di slogan, ma di lavori fatti bene e portati a termine».
La replica
Negano che l’intervento sia fermo il sindaco Tomaso Locci e l’assessore ai Lavori Pubblici Raffaele Nonnoi: «Fin dall’inizio era stato chiarito che l’intervento avrebbe richiesto circa sei mesi e il cantiere non è ancora arrivato al quarto. Una volta rimossa la pavimentazione sono emerse criticità nei sottoservizi, dovute ai danni causati nel tempo dalle radici degli alberi, per questo si è deciso di sostituire reti e impianti obsoleti, evitando di riaprire la strada in futuro. Le nuove alberature vengono regolarmente irrigate, altrimenti sarebbero già morte».
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