Il reportage.

Cantiere di Is Arenas tra ritardi e speranze «Stadio entro giugno»  

Campo da calcio e pista di atletica: i lavori sono ancora in alto mare 

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I pali della porta, appoggiati a una delle torri faro dello stadio, ai margini della pista di atletica scarnificata dai lavori di rifacimento in atto in questi giorni, lasciano intuire che il calcio da Is Arenas è ancora lontano. Così come lo sarà, per almeno altri otto mesi, da tutta Quartu Sant’Elena.

Is Arenas

La struttura di via S’Arrulloni, che nella stagione 2012/13 ha ospitato anche diverse partite del Cagliari, e che da allora è rimasta chiusa, presenta oggi due volti: uno è quello della tribuna fatta e finita, al pari degli spogliatoi e della cosiddetta casa del custode; l’altro è una distesa di terra smossa, incorniciata da ciuffi di sterpaglie cotte dal sole e pietre, che si appresta a diventare, secondo il progetto del Comune guidato dal riconfermato (a giugno) Graziano Milia, un campo da calcio in erba naturale. «Speriamo di riportarlo agli antichi splendori: quando il Cagliari giocava a Is Arenas il terreno di gioco era molto apprezzato dai calciatori di Serie A», svela l’assessore ai Lavori pubblici Antonio Conti, ex arbitro, guardalinee e presidente del Cra Sardegna: «I lavori sono ripresi a settembre, abbiamo levato la boscaglia che c’era, arbusti e alberi cresciuti a dismisura dentro e ai bordi del campo, e in questi giorni stanno demolendo la pista di atletica, che è da rifare: li stiamo sollecitando per accelerare i tempi, se, come da programma, al manto erboso inizieranno a lavorare a novembre tra maggio e giugno sarà pronto, così come la pista di atletica».

Lavori in corso

In ritardo di qualche mese rispetto alla stima precedente, che indicava la fine del 2026. Ma tant’è: i lavori procedono, e dopo oltre 10 anni di abbandono, duranti i quali Is Arenas è stato vandalizzato a più riprese e occupato abusivamente, e contenziosi, nella prossima stagione sportiva le squadre quartesi potranno tornare finalmente a giocare a casa. «Faremo un bando per l’affidamento. In ogni caso, le nostre società non rimarranno senza campo perché abbiamo consegnato anche i lavori di Flumini, che ci auguriamo di inaugurare entro la prossima estate, anche perché non sono particolarmente complessi», spiega Conti. «Per fine consiliatura potremmo avere a disposizione due impianti: uno urbano in erba naturale e un altro in periferia in sintetico. Abbiamo anche richiesto un finanziamento per un altro campo a Is Arenas, Sa Cora, dove giocava il Quartu 2000, e c’è pure Sa Forada, nel complesso del Velodromo: lì, però, dobbiamo rifare l’appalto, c’è il progetto ma non i fondi», dice ancora l’assessore ai Lavori pubblici.

Il Sant’Elena

A proposito di fondi, il restyling del campo principale di Quartu è davvero un bell’investimento, pari all’incirca a 3milioni e mezzo di euro. «Il primo intervento è stato finanziato con i fondi del Pnrr, mentre il Comune», aggiunge infine Conti, «ha cofinanziato con la Regione il terreno di gioco e la pista di atletica, che sarà abilitata per tutti i tipi di gare». Intanto la massima espressione calcistica di Quartu, il Sant’Elena, retrocesso ad aprile nel campionato di Promozione, ha trovato ospitalità per le gare ufficiali allo stadio comunale Efisio Cabras di Settimo San Pietro: chissà che non sia l’ultimo anno lontano da Quartu per il glorioso club biancoverde.

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