I numeri emersi al Forum del Turismo a Santa Margherita Ligure organizzato da Federalberghi sono eloquenti: solo il 23% degli italiani ha già confermato una vacanza per l'estate, mentre il 20% ha sospeso la prenotazione a causa dello scenario geopolitico. Il 5% ha cambiato meta, il 3% ha annullato del tutto.
A pesare non è solo il costo - indicato come preoccupazione principale dal 31% degli intervistati - ma soprattutto il timore di trovarsi bloccati all'estero in caso di aggravamento dei conflitti, citato dal 32%. Il 65% mette in conto difficoltà legate al caro energia e ai trasporti. In questo contesto l'Italia diventa “meta rifugio”: il 66% di chi ha scelto di restare nel Paese lo ha fatto per ragioni geopolitiche.
Il mare guida le preferenze (56%), mentre crescono formule flessibili come case vacanza, B&B e ospitalità da amici, soprattutto tra i giovani. La cancellazione senza penali è ormai il secondo criterio di scelta dopo il prezzo (32%), davanti alla sicurezza della destinazione (19%).
«È uno scenario che premia territori - spiega Antonio Noto, direttore Noto sondaggi - accessibili, vicini ai grandi bacini del Nord Italia, con un'offerta consolidata di mare, borghi e outdoor. Un posizionamento naturale per intercettare la nuova domanda di turismo di prossimità che, secondo i dati, è destinata a crescere».
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