Lo scontro

Cancellata la delibera su Cala Finanza 

«Venute meno le condizioni». Adesso si apre la questione Zes 

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«Non c’è nessun errore nella delibera di novembre. Noi l’avevamo votata a precise condizioni: la tutela del Comune e di Cala Finanza. Oggi le condizioni sono venute meno e l’errore sarebbe non prenderne atto. L’amministrazione vede le condizioni differenti, verificate dagli uffici tecnici, e procede alla revoca»: il sindaco Francesco Lai ha usato queste parole, prima di incassare il via libera alla demolizione della delibera, presupposto fondamentale per il campeggio a cinque stelle e il beach club di lusso dei sardo brasiliani di Tavolara Bay. Nel tardo pomeriggio di ieri, la maggioranza del Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo ha dato un colpo di spugna alla deliberazione (numero 50 del 25 novembre 2025) che riclassificava Cala Finanza (da Zona H a Zona F2), consentendo un’operazione immobiliare a zero volumetrie e imponendo la cessione, da parte di Tavolara Bay, di otto ettari destinati a parco pubblico. Tutti i gruppi di minoranza hanno lasciato l’aula prima del voto.

Dietrofront

In sostanza, la Giunta Lai è ritornata sui suoi passi perché, stando alla ricostruzione del sindaco, la delibera numero 50 è stata utilizzata da Tavolara Bay per ottenere dal Governo nazionale l’autorizzazione Zes Unica che va oltre la volontà del Consiglio comunale di Loiri e ne “tradisce” la fiducia. Detto altrimenti: ci siamo fidati, ci avete “usati” e adesso torniamo indietro. Lai ha parlato del posizionamento di prefabbricati a ridosso della ex Villa Joy, mai autorizzato dal Comune, si tratta di uno dei fatti nuovi che, ha detto il sindaco, «hanno fatto venire meno le condizioni della delibera di novembre». È evidente che il rapporto tra l’amministrazione loirese e Tavolara Bay ormai è conflittuale. I consiglieri di minoranza, Maurizio Zirottu e Elio Decandia hanno attaccato Lai, parlando anche dei rischi ai quali si è esposto il Comune con il dietrofront, in particolare le possibili, secondo l’opposizione, richieste di risarcimento danni di Tavolara Bay. La maggioranza e il sindaco Lai sono stati particolarmente duri con la minoranza: «Non decidono e lasciano l’aula nel momento più importante».

Che ne sarà della Zes?

Ora Tavolara Bay ha una Zes sicuramente azzoppata, visto che manca uno dei presupposti fondamentali. La società, assistita dall’avvocato Gian Comita Ragnedda, resisterà in giudizio al Tar (8 luglio) per difendere il provvedimento, ma la sensazione è che voglia evitare lo scontro vero con la Regione. L’assessore regionale all’Urbanistica, Francesco Spanedda, ieri ha dichiarato: «È necessario chiarire che la delibera del novembre del 2025 non aveva in alcun modo influenzato la decisione degli uffici tecnici del Comune, che infatti avevano bocciato la richiesta di accesso alla procedura Zes per quell’area. Ad una cosa però la revoca potrà sicuramente servire, a contribuire a togliere peso alla decisione del Governo di dare il via libera al Zes». La presidente Alessandra Todde ha ribadito: «C’è stato un tentativo evidente di aggirare le leggi regionali attraverso la Zes nazionale». Tavolara Bay, però, l’autorizzazione Zes la ha ed è perfettamente valida.

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