Passano i mesi, ma il “Campo nero” a Sestu, in Corso Italia, dove hanno giocato a calcio generazioni di sestesi, resta una distesa di erbacce. Fermi i lavori per rinnovarlo, e anche gli scavi archeologici iniziati a novembre, dopo il ritrovamento di manufatti risalenti all’epoca preromana.
«Purtroppo siamo vincolati a tempi tecnici e burocratici», spiega l’assessore allo Sport Mario Alberto Serrau, «la Soprintendenza ci ha chiesto di poter allargare lo scavo, e noi stiamo modificando i lavori per fare in modo che inizino dalla parte esterna. Restano da ultimare il perimetro, gli spalti, le tribune, il manto da gioco. Riprenderemo i lavori appena possibile, e abbiamo investito più di un milione di euro sull’altro campo all’angolo con via Bologna, per dotarlo di un tappeto erboso». La sindaca Paola Secci: «Purtroppo il progetto del Campo Nero sta subendo dei ritardi, ma stiamo cercando un modo per ridurre i tempi, in accordo con la Soprintendenza».
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