politica

Campo largo, dopo il voto in Sardegna risale la tensione 

Oggi la direzione Pd. Segreterie nazionali al lavoro per ricucire 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

La sentenza sulla decadenza ha spostato in avanti la lancetta delle elezioni regionali, l’esito del referendum ha acceso il faro sulle politiche in programma a ottobre del prossimo anno o forse prima. In Sardegna la questione interessa soprattutto il centrosinistra al governo: alcuni assessori e consiglieri regionali sono già in rampa di lancio per il Parlamento. Gli effetti della vittoria del No sulle politiche, anticipate o meno, con o senza le primarie Conte-Schlein, saranno oggetto di discussione nella direzione del Pd in programma oggi a Oristano, alle 17, nella sede del partito in via Canepa. Il centrosinistra è alla ricerca di una rivalsa, mentre si profilano nuove opportunità per approdare in Parlamento. Sono in odore di candidatura, per i democratici, il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni, per Avs, il segretario regionale del partito e assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu, per il M5S, l’assessora al Lavoro Desirè Manca.

L’ordine del giorno

Un Campo largo già proiettato sulle politiche non ha bisogno di frizioni interne. Per questo le segreterie romane di Pd e M5S cercheranno in ogni modo di soffocare le tensioni che ci sono in Sardegna, tutte legate allo strappo consumato in occasione delle nomine nelle aziende sanitarie. Oggi in direzione regionale si farà il punto anche su questo. E sulle priorità del Pd sardo nei prossimi mesi, a partire dalla fase di ascolto nei territori sui bisogni di salute dei cittadini, passando per la prossima variazione di bilancio da 750 milioni – il via libera in Giunta sarà dopo Pasqua mentre in Aula dovrebbe arrivare a maggio – sulla quale i Dem hanno già detto la loro, lanciando un altolà alla presidente della Regione Alessandra Todde e al M5S: «La variazione sia destinata a politiche di prospettiva e non frammentata per finanziare misure improvvisate dei singoli assessorati». Insomma, a dispetto degli obiettivi nazionali, i democratici sardi hanno tutta l’intenzione di tenere la barra dritta senza fare alcuno sconto alla governatrice. Che, secondo fonti molto vicine, sarebbe pure disposta a cedere qualcosa sul fronte del rimpasto in Giunta, l’importante è che i Dem restino nei confini delle proprie tre deleghe. Il Pd sembra però di tutt’altro avviso: nel partito c’è chi non esclude di mettere in discussione assessorati indicati direttamente dalla presidente, come i Trasporti e gli Enti locali.

Centrodestra

Forse meno interessato alle elezioni politiche, anche perché i parlamentari uscenti sono tanti ed è difficile trovare spazio per nuove candidature, è il centrodestra. Che, dopo la convocazione del coordinatore di FdI Francesco Mura, stamattina si riunirà alle 11, sempre a Oristano, nella sede di Fratelli d’Italia. Saranno presenti i segretari delle forze di coalizione (compresi Pietro Pittalis per Forza Italia e Aldo Salaris per i Riformatori). L’ordine del giorno prevede una sintesi sui candidati sindaci per Quartu Sant’Elena, Sestu e Porto Torres, ma non sono da escludere passaggi anche sul voto referendario e sulle prossime elezioni regionali.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?