Regione

Campo largo diviso sulla tassa d’imbarco 

M5S e Orizzonte Comune per l’abolizione nei soli mesi invernali, Pd e Avs contrari 

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Sarà un vertice per suggellare la pace (quasi) fatta tra Pd e M5S, raccontano tutti. O meglio, tra Pd e la presidente della Regione protagonisti nelle settimane scorse di uno scontro duro sulla gestione della sanità sarda. In realtà, come succede spesso in questi casi, i nodi si ingarbugliano dietro l’angolo. Uno di questi riguarda l’abbattimento delle tasse aeroportuali a beneficio delle compagnie aeree. Alcune, a causa del caro carburanti effetto della crisi internazionale, hanno recentemente annunciato di voler alzare le tariffe dei voli in continuità. Di sicuro la Regione, proprio perché non è sua la competenza, non può intervenire direttamente, per esempio tagliando le accise sui carburanti o l’Ets (Tassa sulle emissioni climalteranti). Potrebbe invece ragionare in termini di compensazioni attraverso un azzeramento della tassa aeroportuale. L’abbattimento totale costerebbe 34 milioni circa, quello parziale per i mesi invernali (preferito nel centrosinistra) solo undici milioni. Il fatto è che manca un accordo. Alcuni sono molto favorevoli (Orizzonte Comune, il M5S), altri per niente (il Pd e Avs). E si discuterà anche di questo al vertice convocato da Alessandra Todde oggi per le 15 a Villa Devoto con tutti i segretari, i capigruppo dei partiti del Campo Largo e i dodici assessori della Giunta.

La variazione

La variazione di bilancio da 750 milioni approvata dall’Esecutivo sta per essere trasmessa in seconda commissione. Come noto, oltre trecento milioni sono a disposizione dell’Assemblea che potrebbe decidere di investirli, in parte, proprio sull’azzeramento della tassa. Sono su questa posizione i consiglieri di Orizzonte Comune e l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, mentre restano possibilisti il M5S e l’assessora ai Trasporti Barbara Manca. Non lo sono invece Pd e Avs. E così, nonostante la mole di fondi a disposizione, la soluzione potrebbe non andare in porto.

Al tavolo di Villa Devoto si cercherà di fare il punto complessivo sulla variazione. In generale, l’obiettivo è quello di orientarsi sui macrofondi, con richiesta annessa di politiche di veduta. Tra queste, quella promossa dal Pd per promuovere l’azzeramento delle rette per gli asili nido e l’università. 350 milioni a disposizione del Consiglio sono tanti, anche se, spiega Roberto Deriu (Pd), «il Consiglio ha a disposizione tutto il bilancio, tutti gli anni».

Opposizione

Critico il centrodestra: «ll Campo largo si ritroverà per l'ennesima volta con le solite magagne», dichiara il vice capogruppo di FdI Fausto Piga, «il Pd prova a dire la sua, ma viene rimesso subito in riga dal Movimento Cinquestelle, e poi ci sono i piccoli partiti infastiditi per il ruolo di comparsa. Assisteremo al solito vertice chiarificatore melodrammatico con finta pace e annuncio di ripartenza che non servirà a nulla, ma a perdere altro tempo rispetto ai veri problemi che attanagliano i sardi».

Ddl pubblicato

Intanto, la manovra da 750 milioni ora è pubblica, cliccabile nel sito della Regione. Non solo sanità: sarà una boccata d’ossigeno anche per lavoro, istruzione, agricoltura, opere pubbliche. Particolarmente consistente il pacchetto per il lavoro: trenta milioni di euro solo per il 2026, compresi dieci milioni solo per la formazione professionale. Tra i programmi, spicca “In Domo – Rientro Lavoro Sardegna”, finanziato con cinque milioni per il 2026 e finalizzato «a favorire il rientro nel territorio regionale dei lavoratori sardi con misure di incentivo all’insediamento imprenditoriale». Destinatari della misura sono: emigrati sardi in territorio nazionale o all’estero e discendenti fino al secondo grado che risultino, da almeno tre anni, iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire) o residenti in Italia ma in un comune non sardo; residenti nell’Isola ma titolari di un rapporto di lavoro al di fuori del territorio regionale, dove risultino domiciliati da almeno tre anni. L’accesso agli interventi è evidentemente subordinato all’avvio di un’attività imprenditoriale in Sardegna.

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