Il Campo largo si prepara ad avviare in settimana il confronto sul programma per le prossime elezioni. Al tavolo siederanno Pd, M5s, Avs e le forze centriste (Iv, Più Europa, Progetto civico e Più Uno), mentre Rifondazione comunista resterà esclusa dalla prima fase della discussione. Ogni partito sarà rappresentato da un paio di esponenti. L'obiettivo, assicura il responsabile Organizzazione del Partito democratico, Igor Taruffi, è arrivare a un programma sei mesi prima del voto.
Redistribuzione
Intanto emergono le prime proposte, a partire da quelle di Avs. Il coportavoce Nicola Fratoianni ha rilanciato l'ipotesi di una patrimoniale sui patrimoni superiori a 5,4 milioni di euro, tema già motivo di tensioni nella coalizione. Il presidente M5s Giuseppe Conte l'aveva bocciata e anche nel Pd l'accoglienza era stata fredda. Ora, però, dopo settimane di proteste nelle piazze Taruffi apre alla discussione: «C'è una questione sociale e salariale di straordinaria attualità a cui bisogna dare risposta e ovviamente le risorse non si inventano, vanno in qualche modo recuperate». La redistribuzione delle ricchezze, aggiunge, è uno strumento per garantire maggiore equità.
Droghe leggere
Fratoianni ha rilanciato anche la legalizzazione delle droghe leggere, indicandola come possibile fonte di entrate per lo Stato e strumento di contrasto alle mafie. La proposta è stata subito raccolta da Più Europa. Il segretario Riccardo Magi ha annunciato che la porterà al tavolo del centrosinistra come punto programmatico, chiedendo agli alleati di sostenerla già attraverso emendamenti alla manovra. Secondo Magi, la legalizzazione della cannabis potrebbe generare tra i 4 e i 7 miliardi di euro di entrate pubbliche.
Il confronto partirà anche dal lavoro parlamentare già condiviso dalle opposizioni, in particolare dalla risoluzione sul Documento programmatico di bilancio, articolata in 21 punti di politica economica e sociale, dal congedo paritario alla riduzione delle spese per la difesa.
Dialogo sulle primarie
Parallelamente prosegue il dialogo sulle primarie per la scelta del candidato alla guida della coalizione. Taruffi, che ne ha discusso con la vicepresidente M5s Paola Taverna, conferma la posizione del Pd: «Per noi era chiaro che le avremmo fatte a gennaio 2027, come diciamo da tempo». La consultazione, secondo il dirigente dem, potrebbe coinvolgere milioni di italiani. La scelta tra uno o due turni dipenderà dal numero dei candidati.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
