Il caso

Campagna per il “No” nel liceo di Cagliari: il caso in Parlamento 

Giustizia: interrogazione di Deidda (FdI) sull’incontro al De Sanctis col pm Vacca 
Il ministro Valditara visita la scuola istituto comprensivo Sorelle Agazzi,27 Maggio 2024, Ansa/Andrea Fasani

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Prima la protesta della Camera penale di Cagliari contro l’incontro senza contraddittorio sulla riforma costituzionale della giustizia organizzato dal liceo De Sanctis – Deledda di Cagliari, per gli studenti delle quinte, con la presenza solo del pm Andrea Vacca, coordinatore regionale dell’Associazione Nazionale Magistrati e leader del fronte del “No” al referendum sulla separazione delle carriere. Ora anche un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, da parte del parlamentare Salvatore Deidda (FdI) che richiama una circolare dello scorso novembre inviata ai coordinatori didattici delle scuole e ai dirigenti per chiarire che deve essere garantito «il libero confronto di posizioni diverse, a favorire una approfondita e il più possibile oggettiva conoscenza dei temi proposti, consentendo in tal modo a ciascuno studente di sviluppare una propria autonoma e non condizionata opinione». In mezzo il magistrato Vacca che, invitato all’incontro dalla scuola, ha subito chiarito che – in assenza di contraddittorio – avrebbe accettato di andare a parlare della riforma in modo oggettivo e imparziale a puro scopo informativo. Dunque, a suo avviso, nessun rischio di propaganda unilaterale a discapito dei sostenitori del “Si” alla riforma della giustizia. Per la Camera penale, invece, ci sarebbe un «pericolo antidemocratico» per l’assenza dei sostenitori del “Si”,

L’interrogazione

A far scattare la polemica era stata la circolare della dirigente scolastica del liceo, Maria Rosaria De Rosa, notificata a insegnanti e genitori, con la quale veniva annunciato l’incontro con il pm Vacca nell’Aula Magna della sede di via Sulcis «per discutere di temi inerenti la riforma della Costituzione». Nel giro di poche ore era arrivato il documento dalla Camera penale cittadina. «Non può essere sottaciuto un fatto di particolare gravità», si leggeva, «La scelta di affrontare una questione che sarà sottoposta al voto popolare senza alcun contraddittorio, trasformando di fatto un’occasione educativa in una lezione “ex cattedra”, priva di pluralismo e di confronto tra posizioni diverse». A rendere incandescente lo scontro, inoltre, c’era il fatto che l’appuntamento fosse rivolte esclusivamente alle quinte, dunque a molti ragazzi che – il prossimo marzo – eserciteranno per la prima volta il diritto di voto, e che le insegnanti dovessero vigilare sul fatto che gli studenti non usassero i telefonini. «Sono sicuro che si tratta di un errore in buona fede e di disattenzione», ha scritto in una nota il parlamentare Salvatore Deidda (FdI), annunciando un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, se siano in vigore le norme della par-condicio, «non conoscendo bene le regole, non penso si vogliano ignorare la circolare del Ministero e le norme sulla par condicio, dando un cattivo esempio agli studenti. Trattandosi di educazione civica, auspico un confronto tra chi sostiene le riforme costituzionali e chi si oppone. Questo dovrebbe essere il fine della scuola: insegnare il rispetto reciproco pur nella diversità delle idee». L’esponente di Fratelli d’Italia ha ricordato che «è già partita la campagna referendaria nel momento che sono state fissate le date, quindi valgono le regole della par condicio».

Acqua sul fuoco

A stemperare la polemica, però, era stato sin da subito il pubblico ministero Andrea Vacca, leader del fronte del “No”, che aveva replicato immediatamente di aver solo risposto all’invito della scuola. «Sono stato invitato da diverse scuole nelle quali è capitato spesso, negli anni scorsi, di parlare di legalità», aveva chiarito, «È bello – aveva aggiunto – poter parlare coi ragazzi della riforma costituzionale. Avevo chiesto un contraddittore, essendo io totalmente contrario alla riforma Nordio: considerato che hanno scelto di invitare solo me, ho accettato di andare a parlare della riforma in modo oggettivo e imparziale a puro scopo informativo, e immagino che le scuole abbiano già in programma un ulteriore incontro con qualche avvocato o giurista che sia favorevole alla riforma. Così che i ragazzi ascoltino anche un’altra prospettiva».

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