Diesel alle stelle: «Se resta sopra i 2 euro al litro non c’è speranza per le imprese»

Camionisti pronti al blocco: «Non possiamo più viaggiare» 

Mezzi pesanti fermi anche in Sardegna per il caro gasolio Le associazioni: «Il Governo deve intervenire subito» 

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«Conviene più star fermi che viaggiare in perdita». È l’allarme per il caro carburanti lanciato dagli autotrasportatori, pronti a fermarsi anche in Sardegna. Il blocco è stato annunciato da Unatras, l’unione delle associazioni nazionali più rappresentative dell’autotrasporto. Le modalità verranno definite domani con la comunicazione al Garante per una decisione «sofferta ma inevitabile di fronte alla preoccupante e inspiegabile insensibilità da parte del Governo». Anche nell’Isola dunque camion, tir e ogni altro mezzo impegnato nella distribuzione di beni e alimenti rimarranno nei piazzali di sosta e nei garage.

«Il costo del gasolio ha superato quella soglia psicologica per cui conviene più star fermi che viaggiare in perdita», ha evidenziato Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna, «crediamo sia necessario fermarsi non perché ci sia la volontà di arrecare un danno ma perché, al contrario, non è più conveniente far viaggiare i camion, considerato anche che il taglio lineare delle accise non ha prodotto alcun beneficio visibile».

La beffa delle accise

Il taglio delle accise, infatti, ha penalizzato gli autotrasportatori. Lo sottolinea Cgia in una nota: «Gli autotrasportatori beneficiano di un rimborso sulle accise pagate sul gasolio professionale», spiega l’associazione, «nel momento in cui il Governo riduce temporaneamente l’imposta per tutti i consumatori, la riduzione viene decurtata dal rimborso spettante alla categoria. In sintesi, lo sconto alla pompa neutralizza il vantaggio fiscale. Se a questo aggiungiamo che il mercato ha rapidamente assorbito il taglio, vanificando l’effetto sul prezzo finale, gli autotrasportatori perdono il rimborso senza ottenere un calo strutturale dei costi. Una beffa in piena regola».

Le richieste

Lo scenario allarmante spinge a proporre nuove soluzioni: «Se si fermano gli autotrasportatori è un problema», dice Gianfrancesco Lecca, vicepresidente regionale di Confapi con delega anche nazionale ai trasporti, «dobbiamo pensare a delle soluzioni, soprattutto per l’immediato. Le nostre proposte sono due: un vero rimborso delle accise per gli autotrasportatori e l’accesso al credito. Proprio per questo secondo punto abbiamo in programma un incontro con la Sfirs per valutare strumenti di presidio e messa in sicurezza del settore. Sarebbe importante, inoltre, che il taglio delle accise per i consumatori venisse prorogato anche dopo il 1° maggio». Il coordinamento Unatras, invece, ha invitato il Governo ad agire urgentemente per «l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e dei ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a duecento euro ogni mille litri di gasolio acquistato».

I rincari

Gli aumenti dei costi del gasolio preoccupano inevitabilmente e «la situazione potrebbe addirittura peggiorare», riferisce Cgia. «Un’impresa su cinque rischia di chiudere entro la fine dell’anno. Se il diesel dovesse rimanere sopra i 2 euro al litro non c’è speranza». Da quando è iniziata la guerra, la tariffa del gasolio è incrementata del 24% (0,415 euro a litro): «Con questi prezzi rifornire un mezzo pesante può costare più di 76mila euro, circa 17mila euro in più di quanto un proprietario ha speso nel 2025», aggiunge la Cgia. In questo contesto, la Sardegna è una delle regioni più a rischio. Secondo i dati dell’associazione, l’Isola negli ultimi dieci anni ha perso 722 imprese di autotrasporto, circa il 30% in meno. «Paghiamo l’insularità, i costi sono maggiorati», ha spiegato Gianfrancesco Lecca di Confapi.

Per scongiurare il blocco, Unatras chiede un intervento immediato che permetta di recuperare almeno venti centesimi per ogni litro di gasolio acquistato e la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e previdenziali: «Sono misure necessarie a garantire la sopravvivenza delle migliaia di imprese rappresentate».

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