Milano. È stata aperta nella sede della comunità Exodus, al Parco Lambro, la camera ardente di don Antonio Mazzi, il fondatore della comunità morto venerdì a 96 anni. Il feretro è stato esposto nella mensa della struttura, dove il sacerdote pranzava ogni giorno con i ragazzi ospiti della struttura di recupero dalla tossicodipendenza. Accanto alcuni oggetti a lui cari, tra cui i sandali, simbolo del cammino, e una Bibbia aperta sul passo della Pentecoste. All’apertura erano presenti l’assessore alle Opere pubbliche di Milano, Marco Granelli, e il vicepresidente di Exodus Franco Taverna. «Il dopo don Mazzi – ha detto quest’ultimo – è una scommessa. D’altra parte era già una scommessa all'inizio». «Eravamo abbastanza preparati. Nelle ultime settimane sia come educatori sia come ragazzi nelle comunità ci siamo riuniti per imparare a fare pace con la sua assenza», ha raccontato Luigi Maccaro, responsabile della Fondazione Exodus di Cassina.
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