Castiadas.

Cala Sinzias, la pineta è una bomba per i roghi 

Il sindaco: «È un bene demaniale ma la Regione non ha mosso un dito per ripulirla» 

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Quarantacinque gradi e intorno sterpaglie, rami secchi e alberi caduti: molti l’11 febbraio, per il ciclone Harry. È la fotografia scattata ieri alla pineta di proprietà della Regione che da Cala Sinzias arriva sino a Cala Pira, a Castiadas. Un rischio di roghi elevatissimo e, per certi versi, paradossale. La Regione, con una delle ultime delibere sulle prescrizioni anti incendi (4 giugno 2026), ha imposto ai Comuni di sistemare tutte le aree a rischio, parcheggi sul mare compresi: a Villasimius, ad esempio, è chiusa l’area di sosta a Porto Sa Ruxi dopo un sopralluogo della Forestale. Il sindaco di Castiadas, a sua volta, ha firmato un'ordinanza nei confronti di tutti - Regione compresa – affinché provvedessero «alla pulizia dei terreni mediante l’eliminazione di vegetazione infestante, sterpaglie, rovi, arbusti secchi e materiale combustibile». La Regione non ha mosso un dito.

La protesta

«Nell’ordinanza – spiega il sindaco Eugenio Murgioni – l’ultima data utile per pulire le aree piene di sterpaglie era il 30 giugno. Siamo nella seconda metà del mese di luglio e la pineta di Cala Sinzias è in stato di totale abbandono». Non solo: «Ci sono diverse strutture ricettive nei paraggi – aggiunge Murgioni – nonché abitazioni e villette, in particolare verso Cala Pira. È davvero incredibile che nessuno intervenga». C’è poi anche la questione del decoro: «Stiamo parlando – prosegue il primo cittadino – di una fascia di oltre trenta ettari che si trova sul retro di uno dei litorali più suggestivi della Sardegna, quello che va da Cala Sinzias sino, appunto, a Cala Pira. Evidentemente il rogo di Punta Molentis, lo scorso anno, ha insegnato poco o nulla».

La pineta

Proprio ai primi di agosto del 2025, pochi giorni dopo l’incendio di Punta Molentis, Murgioni aveva chiesto alla Regione di poter entrare in possesso della pineta in un’ottica di valorizzazione ambientale e turistica (magari in comodato d’uso): «Stiamo insistendo da dieci anni - dice ancora – in quel frangente ho sollecitato in primo luogo un intervento di pulizia e messa in sicurezza della pineta. Ho dunque richiesto la valutazione del trasferimento al Comune di tutta l’area». Sempre lo scorso anno (era il 29 ottobre), con una delibera firmata direttamente dalla presidente Alessandra Todde, la Regione si era mostrata disponibile al trasferimento della pineta al Comune. Delibera cui, però, non è stato dato seguito.

Richieste disattese

Il 5 marzo, l’ennesima lettera “urgente” di Murgioni per un incontro con il responsabile del Servizio demanio e patrimonio della Regione. Segnalava che «i recenti eventi meteorologici eccezionali (11 e 12 febbraio) hanno causato ingenti danni alla pineta di Cala Sinzias con lo sradicamento di un numero elevato di pini». E dunque c’è «una situazione di potenziale pericolo per la pubblica incolumità». Nessuna risposta, e nel frattempo i rischi per la pubblica incolumità con il caldo sono raddoppiati.

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