Porto San Paolo.

Cala Finanza e l’oasi verdeoro 

Parere negativo della Forestale al progetto del colosso brasiliano 

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Il progetto è l’apripista per il masterplan di Jhsf, il colosso immobiliare brasiliano (centri commerciali, aeroporti, alberghi, residenze di lusso e moda) che ha già speso cento milioni di euro in Gallura. A Cala Finanza, una delle più belle località del litorale di Porto San Paolo, José Auriemo Neto, presidente del consiglio di amministrazione di Jhsf, vuole realizzare un’oasi ambientale su un’area di circa dieci ettari, con strutture amovibili e a volumetrie zero, il modello è il paradiso di Coluccia, la penisola acquistata dall’imprenditore Marco Boglione. Ma l’accoglienza riservata al progetto di Neto non sembra delle migliori. Gli enti regionali coinvolti, a partire dal Corpo Forestale, si stanno esprimendo con osservazioni negative e una opposizione quasi insanabile al progetto.

E il masterplan di Neto?

Un segnale poco incoraggiante per il colosso immobiliare brasiliano. Soprattutto in vista del grosso dell’operazione, il masterplan di Neto, ossia il grande campo da golf intorno alla collina all’ingresso di Porto San Paolo, un mega albergo (60 camere), quaranta ville e il porticciolo turistico, con l’obiettivo, già indicato chiaramente, di lanciare la sfida alla Costa Smeralda e alle località turistiche più note e frequentate del Mediterraneo. Dagli assessorati regionali coinvolti sarebbero arrivati dei dinieghi, senza appello, all’operazione di Cala Finanza. E c’è un altro problema, perché si profila un conflitto tra la Regione e la procedura Zes (Zona economica speciale), tutta in capo al governo centrale.

Roma ha detto sì

Il colosso Jhsf ha infatti chiuso la pratica a Roma, l’iter è arrivato a conclusione con tutti i permessi. Le società controllate da Neto (una si chiama Tavolara Bay) hanno usufruito di tutti i benefici della zona economica speciale (credito d’imposta e semplificazioni amministrative). Il vantaggio più grande è la tempistica accelerata e le interlocuzioni dirette tra privato, governo centrale e amministrazione comunale interessata. La Regione resta fuori. E infatti il progetto extralusso approderà a breve nel Consiglio comunale di Loiri Porto San Paolo. Con un problemino non da poco, il no della Regione. E poi c’è anche la grande incognita sul resto del progetto.

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