Serie A.

Cagliari, Yerry Mina sta bene e scalpita 

Effetto domino se Maldini va in panchina dopo l’incidente, con Deiola e Fazzini a salire 
Cagliari's Yerry Mina (L) and Lazio’s Boulaye Dia (R) in action during the Serie A soccer match between SS Lazio and Cagliari Calcio at Olimpico Stadium in Rome, Italy, 3 Nov 2025. ANSA/GIUSEPPE MAFFIA

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La scossa. Squadra che vince raramente si cambia, soprattutto se lo fa per due volte di fila, l’ultima addirittura a Bergamo. Qualcosa si muove, tuttavia, nel Cagliari in vista della trasferta di Udine. Pisacane potrebbe spostare qualche pedina all’interno dello stesso scacchiere con l’inserimento di Mina, che ancora non ha giocato mezzo minuto. A uscire dall’undici potrebbe essere Maldini, comunque reduce da un incidente stradale, per quanto abbia subito conseguenze lievi. E a scalare potrebbe essere Deiola, e di conseguenza Fazzini. C’è anche la possibilità di un cambio di modulo, soluzione utilizzata sinora a gara in corso, per lo più nel finale, e che consentirebbe ai rossoblù di mettersi a specchio rispetto alla formazione friulana.

Cagliari camaleontico

Pisacane le sta provando tutte, come sempre. A prescindere dalla gara di domani, lui vuole che la squadra si abitui a mutare pelle in qualsiasi momento. Anche se, rispetto allo scorso anno, sta dando più continuità a un determinato blocco, per consolidare i nuovi equilibri dopo la rivoluzione sul mercato, con l’inserimento graduale degli ultimi arrivati. La duttilità di certi giocatori - Deiola su tutti, ma non solo - gli consente di cambiare senza stravolgere. E di favorire in questo caso il ritorno di Mina, che avrebbe dovuto esordire già contro l’Atalanta, ma alla fine è rimasto in panchina (Pisacane gli preferito ancora Rodríguez nonostante fosse reduce dalle placche alla gola e nel finale addirittura Kofler).

Leader tecnico e carismatico

Il colombiano non è un caso e difficilmente lo diventerà mai. Lo stesso allenatore non perde occasione per ribadirgli - direttamente ma anche pubblicamente - l’importanza della sua leadership, sia tecnica che carismatica. Si è aggregato al gruppo il 7 agosto dopo le vacanze post Mondiali, ha pertanto iniziato la preparazione in ritardo e proprio quando sembrava essere pronto, ha avuto un problema a un polpaccio. «Ora sta bene, poi lui sa gestirsi», aveva sottolineato lo stesso tecnico napoletano alla vigilia della gara con l’Atalanta, lasciando chiaramente intendere che sarebbe potuto rientrare proprio a Bergamo, addirittura dal primo minuto. Così non è stato. Potrebbe succedere a Udine, appunto. Ma se sabato scorso a cedergli il testimone sarebbe stato Rodríguez, domani potrebbe essere - nel caso - Deiola.

Fazzini più avanti?

Effetto domino. Se Pisacane dovesse optare per l’inserimento di Mina e, allo stesso tempo, confermare l’alberello di Natale come riferimento tattico, il giocatore di San Gavino - che pure ha fatto molto bene in coppia con Rodríguez - potrebbe così tornare per un pomeriggio a centrocampo al posto di Fazzini che, a sua volta, salirebbe sino alla linea della trequarti nel regno di Maldini. L’ex viola ha le caratteristiche per interpretare quel ruolo, un accorgimento tattico che potrebbe addirittura sbloccarlo in fase offensiva dove sinora ha reso meno rispetto alle aspettative.

L’alternativa tattica

Altra strada praticabile sarebbe il passaggio alla difesa a tre, e nel caso Deiola continuerebbe a far parte del pacchetto arretrato con Mina e Rodrìguez. La formula dell’eventuale doppio mediano Winks-Romano proietterebbe comunque Fazzini più avanti al fianco di Adopo, a ridosso della prima punta. Anche se in questo caso, la squadra rischierebbe di ritrovarsi sbilanciata a destra dove Zé Pedro non dà, in fase di spinta, le stesse garanzie che, invece, lo rendono uno dei rossoblù più affidabili in copertura. All’occorrenza, c’è poi Sugawara che, all’esordio alla New Balance Arena, ha dimostrato di avere gamba e un buon cross.

È il giorno delle scelte, dunque, ad Asseminello, dove è in programma la rifinitura al mattino. Certe risposte aiuteranno Pisacane a sciogliere le riserve per quanto riguarda il sistema di gioco, e di conseguenza gli interpreti. Per dare una scossa interna e aggirare l’ostacolo friulano senza, però, minare quegli equilibri che hanno fatto la differenza nelle prime quattro giornate di campionato.

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