Serie A.

Cagliari, voglia di impresa all’Olimpico  

I rossoblù in campo dopo la sconfitta con il Bologna contro la lanciatissima Roma 

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Il problema non è tanto la classifica (piacevole e rassicurante) quanto la prospettiva (confusa e astratta in questo momento). Il Cagliari ha bisogno innanzitutto di ritrovare se stesso e il percorso interrotto bruscamente otto giorni fa a Monza. E più che i punti e il risultato in generale - paradossalmente - stasera all’Olimpico conta l’atteggiamento, quello spirito di squadra che nelle prime sei giornate gli aveva permesso di superare ostacoli che sembravano insormontabili e di respirare l’aria dell’alta quota a pieni polmoni. La Roma è indubbiamente l’avversario peggiore che potesse capitare dopo due sconfitte brucianti. È anche un’opportunità, però. Una straordinaria opportunità che ha la formazione di Pisacane per ricompattarsi e tirar fuori - in un palcoscenico così prestigioso e contro il top della Serie A - l’orgoglio e tutta la rabbia accumulata negli ultimi 180 minuti.

Doppia trasferta romana

Il riscatto, dunque, passa per la Capitale dove il Cagliari giocherà due gare in sei giorni, oggi con la Roma, appunto, a partire dalle 20.45, poi domenica pomeriggio contro la Lazio. Viene il mal di testa solo a pensarci. Meglio ragionare, dunque, tappa per tappa, considerato il dispendio di energie - sia mentali sia fisiche - che già l’impegno con i giallorossi richiede. Il coefficiente di difficoltà è altissimo, manco a dirlo. Pisacane ha chiesto comunque un segnale forte, deciso. Pretende dalla sua squadra determinazione, applicazione e una cura quasi maniacale nei dettagli per poter competere, o addirittura vincere come undici mesi fa alla Domus in una delle partite forse più belle del Cagliari con lui al timone. Si rinnova quindi la sfida nella sfida con Gasperini, peraltro uno dei suoi punti di riferimento quando ha iniziato la carriera di allenatore (e ancora oggi). E proprio in quel penultimo e straordinario confronto diretto, cerca spunti e speranze, anche se alcuni dei protagonisti in campo sono cambiati, sia da una parte che dall’altra.

Aria di turnover

E qualcuno cambierà anche rispetto all’ultima partita giocata dal Cagliari col Bologna, tre giorni fa. Dal ritorno di Mina nel cuore della difesa al forfait di Winks col conseguente spostamento in regia di Romano. Il turnover è più o meno forzato e potrebbe coinvolgere tutti i reparti. Scalpitano in tanti, per l’occasione. In particolare i centrocampisti Fadera e Fazzini, ma anche gli attaccanti Kevin Carlos e Nzola. È un gioco di incastri e chance, ma è sempre l’equilibrio che comanda e che condiziona, quindi, certe scelte in particolare.

Tra dubbi e certezze

Pisacane si è preso un ultimo allenamento di riflessione, previsto per questa mattina direttamente a Roma dove i rossoblù si sono stabiliti già ieri sera. Tra i tanti dubbi, anche quello per chi tra Deiola e Rodríguez cederà il posto al colombiano, rimasto in panchina dall’inizio alla fine contro il Bologna. Gli undici rossoblù a rompere il ghiaccio potrebbero essere Caprile, Sugawara, Mina, Rodríguez, Obert, Romano, Deiola, Adopo, Maldini, Fazzini (o Fadera) e Mendy, nel caso attraverso una sorta di 4-2-3-1. Non sono escluse ulteriori sorprese dell’ultim’ora.

Sulle ali dell’entusiasmo

E se il Cagliari ha passato giorni pesanti, l’euforia nella Capitale è contagiosa a dir poco. La squadra di Pisacane troverà all’Olimpico un ambiente più caldo che mai, incandescente. La stessa formazione giallorossa viaggia sulle ali dell’entusiasmo, è terza in classifica quatto lunghezze sotto le due battistrada Lazio e Inter e, a sua volta, reduce dallo scoppiettante pareggio in rimonta (3-3) in casa del Napoli. È costretta a vincere oggi, dunque, se vuole avvicinarsi alla vetta. In casa, tra l’altro, non ha mai perso e ne ha vinto tre su quattro. Ancora out il portiere Svilar, Konè e Pellegrini. Recuperato per la panchina Dybala. Inizialmente, Gasperini dovrebbe affidarsi a Gollini, Mancini, Balerdi, Hermoso, Lulli, De Roon, Cristante, Molina, Soulé, Rodrigo Mora e Malen schierandoli - quasi certamente - col modulo 3-4-2-1. Una serata per cuori forti. Una serata contro una delle squadre più forti. La serata per diventare più forti.

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