Capodanno

Cagliari, una festa per 20mila persone 

Folla nelle strade, alla Fiera e al Bastione Ristoranti e locali del centro presi d’assalto 

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Quindicimila nelle tre piazze (ufficiali) scelte dal Comune per brindare all’inizio del 2026. Almeno altre cinquemila, o giù di lì, alla Fiera e al Bastione dove i festeggiamenti sono andati avanti fino all’alba. Stessa formula, identiche emozioni per il Capodanno diffuso a Cagliari. E anche i soliti critici contro la scelta dell’amministrazione di puntare su festeggiamenti con meno appeal (e meno costosi) di altre realtà dell’Isola. Insieme all’immancabile delinquente che dopo la mezzanotte ha tirato petardi sulla folla sotto la statua di Carlo Felice, ferendo al volto una ragazza. Sarà anche un anno nuovo ma alla fine i cagliaritani l’hanno festeggiato alla vecchia maniera: baci, abbracci, brindisi e balli fino all’alba in tante piazze colorate e illuminate dai fuochi d’artificio. Tutte animate dalla voglia di regalarsi un momento di spensieratezza. Nota stonata: la pioggia che, fortunatamente, ha concesso anche più di una tregua durante i festeggiamenti.

Il clou

Il Capodanno di Cagliari quest’anno ha confermato la scelta fatta lo scorso anno, sia nella formula che nei profili: ormai un ricordo gli idoli della generazione zeta (Blanco e Mengoni), quest’anno la regina in piazza Yenne (palco principale) era Giusy Ferreri. A vederla nel Largo c’erano persone di tutte le età che non sono rimaste deluse dall’esibizione dell’artista siciliana. «Siamo arrivati da Gadoni per vederla», dice Maurizio Ortu. «La proposta sul palco principale di Cagliari per noi è stata la migliore perché metteva d’accordo tutti», ha aggiunto. Sul palco, oltre l’artista siciliana, anche Mimì e, soprattutto, Myss Ketta, la rapper mascherata idolo dei giovanissimi. «Noi siamo venuti soprattutto per lei», dicono Alice Brau e Cristian Cannas. «Siamo arrivati già nel pomeriggio per conquistare un posto in prima fila. Bravi gli organizzatori a scegliere queste artiste», hanno aggiunto. Un minuto prima della mezzanotte erano tutti con lo sguardo all’insù per vedere lo spettacolo dei fuochi d’artificio che partivano da piazza Yenne. E chi non aveva la testa rivolta al cielo, cercava di attrezzarsi per il brindisi. «L’ottima riuscita dell’evento è stata resa possibile grazie a una macchina organizzativa efficiente e ben coordinata, frutto della sinergia tra gli uffici del Comune e noi», hanno spiegato i responsabili della Fite Group, la società di eventi che ha organizzato il Capodanno nel capoluogo. «Un lavoro in stretta collaborazione per garantire sicurezza, fluidità degli eventi, una gestione ordinata degli spazi urbani e la riapertura al traffico dopo la conclusione delle manifestazioni».

Non solo musica, concerti e festeggiamenti in piazza Yenne, piazza San Giacomo (dove il clou era Sgribaz, il giovane rapper di “casa”) e Bastione di Santa Croce (musica dance dei dj JfK e Aste), il Capodanno diffuso è una formula che ha portato migliaia di cagliaritani anche al Bastione di Saint Remy (Terrazza Umberto I) e alla Fiera. «Una formula che si conferma vincente», ha detto Marco Benucci, presidente del Consiglio comunale di Cagliari, «tutte le piazze erano piene, così come ristoranti e locali. Un successo, quindi».

Contrari

Non tutti l’hanno vissuta così. Anzi, anche tra coloro che la notte di San Silvestro sono scesi in piazza, malumori e maldipancia diffusi. Perché piazza San Giacomo e il Bastione di Santa Croce si sono animate solo a ridosso della mezzanotte, dopo l’uscita dai ristoranti, quindi, ma soprattutto perché «la musica non era all’altezza della festa più popolare dell’anno», dice Vittorio Zani. «Avete visto cosa hanno fatto a Sassari con Max Pezzali?. Ecco Cagliari non era la stessa cosa». Vero. Ma non ha speso neppure le stesse cifre.

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