Serie A.

Cagliari, tutto è bene quel che finisce bene 

Soffre la Cremonese nel primo tempo, poi la punisce con Esposito e la stacca di 6 punti 

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Cagliari 1

Cremonese 0

Cagliari (4-3-3) : Caprile; Palestra, Mina, Juan Rodríguez (44' st Dossena), Obert; Mazzitelli (31' pt Adopo), Gaetano, Deiola; Esposito (44' st Belotti), Borrelli (16' st Mendy), Folorunsho (16' st Zé Pedro). In panchina Sherri, Ciocci, Kılıçsoy, Raterink, Albarracín, Sulemana, Liteta, Zappa, Trepy. Allenatore Pisacane.

Cremonese (4-4-2) : Audero; Terracciano (28' st Barbieri), Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani Mussolini (23' st Payero), Bondo (33' st Djurić), Grassi, Vandeputte (23' st Sanabria); Okereke (33' st Zerbin), Bonazzoli. In panchina Silvestri, Nava, Bianchetti, Lottici Tessadri, Ceccherini, Faye, Folino. Allenatore Giampaolo.

Arbitro : Doveri di Roma 1.

Rete : nel secondo tempo 18' Esposito.

Note : ammoniti Terracciano, Adopo. Angoli 6-5. Recupero 3' pt-4' st. Spettatori 16.412 (sold out) per un incasso di 381.292 euro.

Tutto è bene quel che finisce bene. Anche se aritmeticamente il Cagliari deve ancora metterla, la parola fine sulla salvezza (gli ultimi due mesi insegnano). Eccola, intanto, la spallata che spazza via la crisi e i fantasmi, con rabbia, di prepotenza. E riporta la Cremonese a -6 a sei giornate dalla fine del campionato (ricreato lo stesso solco sul Lecce, che deve, però, giocare la sua partita oggi a Bologna). La Domus è una bolgia al triplice fischio mentre il tabellone segna 1-0. Dopo i fischi alla fine del primo tempo, gli applausi scroscianti, e c’è persino qualche lacrima liberatoria in campo e sugli spalti. Non è stata una bella partita, tutt’altro. Dettagli. Perché questa è la vittoria del cuore, 69 giorni dopo l’ultima sul Verona, ottenuta con una prova tosta, attenta, sporca e spigolosa, valorizzata dalla prodezza di Esposito, ancora lui.

Come si cambia

Nessuna rivoluzione post Reggio. Pisacane decide di cambiarne “solo” due su undici rilanciando Mazzitelli (costretto, però, a cedere il testimone ad Adopo già alla mezz’ora per un risentimento al polpaccio) e Borrelli. I rossoblù al via, schierati col 4-3-3, sono così Caprile tra il pali, Palestra, Mina, Rodriguez e Obert in difesa; Deiola e Mazzitelli ai fianchi del regista Gaetano, Esposito e Folorunsho larghi in attacco con Borrelli punta centrale. È, invece, il 4-4-2 il modulo di riferimento della Cremonese che rompe il ghiaccio con Audero, Terracciano, Baschirotto, il grande ex Luperto, Pezzella, Floriani, Bondo, l’altro ex Grassi, Vandeputte, Okereke e Bonazzoli.

Anonimo primo tempo

Il tiro dal limite di Palestra deviato in angolo da Audero dopo 78 secondi illude il Cagliari perché la trama del primo tempo è ben altra. La Cremonese controlla ed è pungente ogni volta che riparte in contropiede. Okereke si divora il vantaggio a tu per tu con Caprile inciampando prima di calciare. Il nigeriano ci prova poi di testa, stavolta, però, il numero uno rossoblù ci mette i guantoni. Sempre di testa (ma debole e centrale) la risposta di Folorunsho sulla punizione di Esposito. Giusto il minimo sindacale.

Gol provvidenziale

Il colpo di testa (prevedibile e facile preda di Audero) di Borrelli in avvio di ripresa prima di cedere il posto a Mendy (dentro anche Zé Pedro per Folorunsho). E dopo l’occasione sprecata da Bonazzoli (che non approfitta di una scivolata in area di Rodriguez), il Cagliari trova un gol provvidenziale con Esposito. Minuto 18, l’azione nasce da una palla recuperata da Deiola, l’appoggio per Mendy che allarga a sua volta per Zé Pedro, il cross a seguire del portoghese per la testa fatata dell’attaccante di Castellammare. Bingo!

La Cremonese accusa il colpo, Giampaolo prova a scuoterla inserendo Payero e Sanabria, quindi Barbieri, poi ancora Djurić e Zerbin subito dopo il salvataggio miracoloso di Audero sull’incornata di Deiola imbeccato da Obert. Finale incandescente. I grigiorossi tentano il tutto per tutto mentre Pisacane si gioca la carta Belotti, oltre a sostituire Rodriguez con Dossena. Vano l’ultimo tentativo di Zerbin, il fortino rossoblù resiste. E sono tre punti pesanti. Fondamentali.

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