Serie A.

Cagliari, prenditi il sicuro domenica col Toro 

Un punto per la matematica. Salvo anche perdendo se una tra Lecce e Cremonese ne pareggiasse una su due 

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Testa all’obiettivo. Perché è vero che dovrebbe succedere un cataclisma per stravolgere la classifica del Cagliari e compromettere la salvezza proprio nelle ultime due curve, ma quel punticino che ancora manca per avere la certezza matematica, la squadra di Pisacane se lo deve prendere subito. Se fossero tre, tanto meglio. Anche per una questione d’onore e di prestigio. E per non oscurare (semmai valorizzare ulteriormente) quanto di buono fatto in tutti questi mesi. I riflettori sono, dunque, puntati sulla Unipol Domus per la sfida col Torino, in programma domenica alle 20.45. Stesso giorno e stesso orario per Udinese-Cremonese e Sassuolo-Lecce (nel frattempo, la Fiorentina si è tirata ufficialmente fuori dalla bagarre e giocherà alle 12.30). In questo modo, la Lega di Serie A ha deciso di garantire la contemporaneità dividendo, appunto, in tre blocchi le dieci partite in base agli obiettivi comuni e spalmandole nell’arco della giornata.

Le probabilità

I calcoli sono presto fatti. Al Cagliari basta un pareggio tra la prossima gara col Toro e l’ultima a San Siro contro il Milan per mettersi al riparo qualora sia Lecce (a -5) che Cremonese (-6) dovessero fare bottino pieno nel rush finale, rispettivamente contro Udinese e Como e contro Sassuolo e Genoa. Se una delle due dovesse pareggiare anche solo una partita, i rossoblù sarebbero salvi pur perdendo sempre. Anche nella peggiore delle ipotesi (doppia sconfitta e allo stesso tempo doppia vittoria di entrambe le dirette concorrenti), la formazione isolana avrebbe comunque garantito lo spareggio con la Cremonese dalla quale verrebbe raggiunto a quota 37. Se le squadre a pari merito fossero soltanto due, come in questo eventuale caso, non verrebbe, infatti, considerato il vantaggio negli scontri diretti. La classifica avulsa consentirebbe tuttavia ai rossoblù di Pisacane di giocare la seconda (e decisiva) partita in casa. In caso di parità tra un match e l’altro, la salvezza verrebbe decisa direttamente ai rigori senza passare per i tempi supplementari.

L’obiettivo

Insomma, il Cagliari è più che mai padrone del proprio destino nonostante il ko con l’Udinese e il contemporaneo successo della Cremonese sul Pisa. E consapevole. Nel faccia a faccia di ieri pomeriggio ad Asseminello alla ripresa degli allenamenti, c’è stato una sorta di patto d’acciaio. Vogliono tutti chiudere in bellezza, conquistare e godersi la salvezza a prescindere da ciò che faranno le altre. Come è sempre successo, del resto, dall’inizio della stagione. I rossoblù, infatti, hanno sempre tenuto le distanze dalla zona rossa. E anche quando hanno avuto un periodo di flessione, tra febbraio e marzo, hanno sempre avuto almeno quattro squadre sotto.

Il Toro nel mirino

La salvezza aritmetica passa ora per il Torino dell’ex Prati. Curioso davvero, il destino. Anche perché contro i granata all’andata, cinque mesi e mezzo fa, il Cagliari giocò una delle partite più esaltanti in trasferta ribaltando il vantaggio iniziale di Vlašić grazie a un gol dello stesso regista ravennate e a una delle reti più belle della Serie A in questo campionato firmata da Kiliçsoy. Che centrò il bersaglio dopo aver mandato al bar cinque giocatori avversari. Nel frattempo, l’attaccante turco è finito ai margini mentre il Toro ha esonerato Baroni e con D’Aversa in panchina ha cambiato indubbiamente marcia. Punta a chiudere a quota cinquanta. Lo stesso Cagliari si è evoluto parecchio nel percorso, ha sofferto e goduto allo stesso tempo, intanto ha seminato. È arrivato il momento di passare all’incasso.

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