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Cagliari, più Zito che Luvumbo: giusto aspettarlo? 

Nel girone d’andata in panchina Pisacane lo prova e lui delude 

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Tanti errori, i gol rari e indimenticabili, poche, troppo poche giocate da ricordare. E l’ultima occasione sprecata, quella di Genova di lunedì scorso, che ha fatto imbufalire i tifosi e chissà, anche Pisacane e i compagni. Luvumbo è la grande incompiuta rossoblù, un’attesa lunga e complessa per un calciatore che non trova collocazione e consacrazione.

È il 6 febbraio 2022. Sta per compiere vent’anni, Zito André Sebastião Luvumbo da Luanda, Angola. Alle spalle ha un provino con il Manchester United, due anni prima, andato male perché il ragazzo non aveva il permesso di soggiorno. E qualche mese a Como, tre presenze e poco altro: «Non mangiava, non si era integrato», racconta un ex dirigente del Cagliari. Attaccante veloce, bel sinistro, compatto, buon penetratore, Luvumbo piace a Di Francesco che lo porta in prima squadra. Campionato di Serie A 2021-2022, quello della retrocessione a Venezia, zero gol, lacrime e rimpianti. Per lui due convocazioni, la prima appunto nel febbraio ‘22 a Bergamo, ma resta in panchina.

Nella squadra guidata da Liverani e poi trionfalmente da Ranieri, in Serie B, Zito è stabilmente fra i titolari. Stagione 2022-23, gioca dovunque: punta centrale, seconda punta, esterno a destra e a sinistra, subentra 21 volte su 37 presenze, i gol sono cinque di cui due, indimenticabili, nella semifinale playoff col Parma a Cagliari.

Il ritorno in Serie A dalla stagione 2023-24 coincide con il suo declino. Ranieri lo utilizza soprattutto da ala sinistra, segna a Bologna e in casa col Milan (sconfitte) e nel pari con la Salernitana, scompare per la Coppa d’Africa, va a segno col Napoli (pareggio) poi sparisce dai radar. Nel campionato 2024-25, Nicola le prova tutte: ala sinistra e destra, trequartista, seconda punta. A segno con la Lazio a Roma (sconfitta), poi l’infortunio con l’Atalanta lo tiene fuori per quasi quattro mesi. A fine marzo rivede la luce con una rete al Monza.

Questa stagione

Dopo il ritiro con Pisacane a Ponte di Legno, Zito torna in infermeria fino all’ottobre scorso, lo ritroviamo a Udine. Il suo campionato è fatto di spezzoni, briciole di partite ormai compromesse oppure da ribaltare, troppo poco per gridare al pubblico la sua voglia di incidere. Doppia panchina con Juve e Roma, 2 minuti con l’Atalanta, quindi la Coppa d’Africa finta quasi subito, un’altra panchina col Milan e poi due volte da titolare, nelle ultime gare con Cremonese e Genoa.

Zero gol, diversi errori soprattutto nell’esecuzione dei movimenti offensivi, un rigore decisivo calciato in curva, spesso a terra (e poco tutelato dagli arbitri), in sostanza poco convincente con Pisacane, che lo ha schierato titolare dopo tanta panchina. In pieno calciomercato, ci chiediamo: giusto aspettarlo o puntare tutto su Trepy e dare più continuità agli altri attaccanti?

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