Toglietegli tutto, ma non Harry Winks. «Senza di lui perdiamo tanto dal punto di vista tecnico e tattico: all’interno della rosa non abbiamo un giocatore con le sue stesse caratteristiche», aveva ammesso - candidamente - Fabio Pisacane alla vigilia della prima trasferta romana, dopo l’infortunio alla schiena che aveva costretto il centrocampista inglese a saltare la gara con i giallorossi, oltre al secondo tempo di quella col Bologna. A dire il vero, lui aveva dato la propria disponibilità a partire con la squadra ed eventualmente scendere in campo, ma l’allenatore del Cagliari, d’accordo con lo staff medico, ha preferito non forzarlo per non rischiare poi di perderlo più a lungo. Anche domenica contro la Lazio, ha scelto di preservarlo in vista anche della sfida col Frosinone, diventata fondamentale nel frattempo, non solo per la classifica.
Al centro del progetto
Ecco, dunque, il ritorno più atteso per il rilancio rossoblù. Regista classico e centro di gravità - permanente - del Cagliari, Winks mette ordine là nel mezzo, detta i tempi alla manovra e fa da scudo alla difesa mostrando un dinamismo invidiabile considerato anche che fra tre mesi spegnerà trentuno candeline. Ha ripreso gli allenamenti ieri pomeriggio insieme alla squadra dopo il giorno di riposo concesso dall’allenatore. Già si era aggregato al gruppo venerdì, ora, però, pare aver smaltito del tutto il fastidio ed è pronto, dunque, a ricaricarsi il centrocampo sulle spalle. Pisacane lo ha messo da subito al centro del progetto, stregato dalla sua visione di gioco e dall’esperienza maturata nei vent’anni al Tottenham, in particolare negli ultimi otto con la prima squadra tra Premier, Europa League e Champions.
Il feeling con Pisacane
Sempre in campo e sempre titolare in campionato sino allo stop forzato contro il Bologna. Proprio qualche giorno prima aveva rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport soffermandosi anche sul suo rapporto con il tecnico napoletano. «Da quando sono arrivato vuole che io sia un leader, specialmente per i più giovani. E che parli in campo», ha spiegato il numero 6 rossoblù. «Per lui devo essere quello che si fa dare la palla, che detta i tempi e cerca di controllare la partita. Chiede che guidi la squadra e che sia quasi un allenatore aggiunto in campo». Con Pisacane è stato subito feeling. «Il mister farà una grande carriera», si è poi sbilanciato Winks che ha scelto il Cagliari e ancora la Serie A per rilanciarsi dopo la sfortunata esperienza con la Sampdoria e gli ultimi anni complicati con la maglia del Leicester. E nell’Isola sta vivendo quasi una seconda giovinezza. «Sto bene con la squadra, ho trovato una società seria e in città si sta benissimo». Non perde occasione - sia ufficiale che privata - per ribadirlo, il play di Hemel Hempstead, città situata sulla confluenza dei fiumi Gade e Bulbourne, a 43 chilometri a nord-ovest dal centro di Londra. L’Inghilterra addosso (ha giocato dieci volte con la Nazionale inglese segnando un gol, contro il Kosovo in una gara valida per le qualificazioni agli Europei), l’Italia nel destino.
Il Frosinone nel mirino
Ha dovuto saltare entrambe le trasferte di Roma, dove ci andrà a questo punto in vacanza con la famiglia, magari per festeggiare il riscatto del Cagliari contro il Frosinone in occasione della sosta. La squadra ciociara allenata da Massimiliano Alvini è lanciatissima e sbarca in Sardegna in un momento indubbiamente complicato per i rossoblù. Va più forte delle big. Ma con Harry Winks fa meno paura.
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