Scenari.

Cagliari, facce da duri per la salvezza 

Sosta tempestiva. Col Sassuolo servirà la scossa in vista del match con la Cremonese 

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Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare, o ricominciano a farlo. Evviva i giovani, i giovani in campo tutta la vita. Da questo punto di vista il Cagliari è stato un esempio quest’anno, in ogni reparto e in ogni situazione, a prescindere dall’avversario. Chapeau. Così sono esplosi Palestra, Idrissi, Kiliçsoy e Rodriguez, così si sono affacciati nel calcio che conta Liteta e Trepy, e ancora Mendy e Raterink giusto venerdì contro il Napoli. Ma arriva un momento in cui l’esperienza pesa più del coraggio e della spensieratezza, al di là del talento. Ora più che mai, l’allenatore Pisacane ha bisogno di giocatori in grado di reggere la pressione e di caricarsi la squadra sulle spalle per portarla in salvo prima che la situazione si complichi ulteriormente. L’obiettivo è sempre lì, dietro l’angolo. E in fondo basta poco - una o due vittorie, probabilmente - per centrarlo. Lo score di febbraio e marzo (due soli punti conquistati in sette partite) ha minato le fondamenta del castello costruito con tanta pazienza, sacrificio e merito in tutti questi mesi e la vittoria della Cremonese a Parma ha sparigliato le carte. Considerato anche lo scontro diretto con i grigiorossi in programma l’11 aprile alla Domus. Nel posticipo di ieri poi la Fiorentina ha fermato sul pari addirittura l’Inter. Ecco perché per Caprile e compagni sarà importante la prossima gara con il Sassuolo a Reggio Emilia, alla ripresa della campionato dopo la sosta. E lo saranno tutte le scelte, d’ora in poi.

Non solo leadership

Facce da duri, appunto. Duri e, soprattutto, pratici. Come Yerry Mina, il maestro da questo punto di vista. Anche se alcuni suoi “escamotage” iniziano a infastidire gli arbitri, oltre agli avversari (il capezzolo di Højlund grida ancora vendetta) e fisicamente qualcosa lascia per quanto stia gestendo in modo quasi chirurgico il problema al ginocchio, sia in allenamento che in partita. La personalità e l’esperienza del colombiano possono fare la differenza in una fase come questa. Idem la leadership di Deiola, oltre a tutto quel lavoro oscuro ed estenuante che garantisce equilibrio alla squadra. Il sangavinese è rientrato nel momento cruciale della stagione. Venerdì ha rotto il ghiaccio nel finale dopo tre mesi di stop, sfrutterà ora la sosta per ritrovare una condizione atletica quantomeno accettabile per la sfida col Sassuolo.

Sul pezzo e decisivi

Non ha proprio la faccia da duro, Esposito, ma sta dimostrando di esserlo sul campo, con un grande spirito di sacrificio che fa il paio con il suo talento. E nonostante i 23 anni, ha un’esperienza tale (gioca ad alti livelli da quando ne aveva 17, del resto) per dare l’esempio ai compagni più acerbi. E più di altri, può decidere le partite. Contingentato, può farlo anche Pavoletti, come ha dimostrato a Pisa. Il capitano deve chiaramente convivere col fisico e il ginocchio sinistro in particolare che non gli ha dato un attimo di tregua negli ultimi anni. In fondo, gli basta basta poco, quanto serve, per lasciare il segno. Magari proprio il gol salvezza, come spesso è accaduto in tutti questi anni in rossoblù.

Verso il top della forma

Non hanno la faccia da duri nemmeno Zappa e Mazzitelli, ma la pelle sì, e sanno come si affrontano situazioni come questa. Il monzese in particolare (209 presenze in rossoblù) le ha vissute proprio nell’Isola. Utilizzato col contagocce da Pisacane da quando il titolare a destra è diventato Zé Pedro, gli ha preferito addirittura l’esordiente Raterink nel finale di Cagliari-Napoli. Potrebbe rilanciarlo proprio contro il Sassuolo. A sua volta, Mazzitelli sta ricercando il top della condizione dopo l’infortunio. Così pure Gaetano che, al contrario del centrocampista romano, lo sta facendo, però, giocando.

Senza paura

Al “Mapei Stadium” non ci sarà Dossena, in odore di squalifica dopo l’ammonizione rimediata contro il Napoli (era diffidato) proprio nel finale. Ma dalla gara con la Cremonese in poi diventerà fondamentale. E sa bene come mostrare i denti al destino. Poi c’è lui, Folorunsho, che la faccia da duro ce l’ha, eccome. Ma deve iniziare a metterla a reddito con continuità. Sta faticando, complice uno stato di forma non ottimale, e non potrebbe essere altrimenti essendo stato fermo tre mesi. La sosta calza a pennello pure per l’ex Napoli, insomma.

Caccia al gol perduto

Pisacane chiama così a raccolta i suoi senatori per il rush finale. Poi, certo, puoi essere brutto, sporco e cattivo quanto vuoi, pure pratico e cinico. Ma alla fine la differenza la fanno comunque i gol. E il Cagliari ne ha segnati solo tre nelle ultime sette partite.

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