Serie A.

Cagliari a testa alta, la Lazio fa meno paura 

Altri quattro gol subiti ma la squadra ha ritrovato equilibrio, coraggio e il miglior Maldini 
Cagliari's M'Bala Nzola (R) celebrates with his teammates after scoring during the Italian Serie A soccer match between AS Roma and Cagliari at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 27 October 2027. ANSA/ETTORE FERRARI

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Battuto ma non abbattuto. Sollevato, paradossalmente. Il Cagliari è tornato nell’Isola dalla prima delle due trasferte romane più sereno, consapevole e convinto che, a prescindere dai risultati, la buriana è passata. Il paradosso dopo una sconfitta, la terza di fila, tra l’altro, e dopo un’altra valanga di gol (ne ha subiti in tutto dieci nelle ultime tre partite) che non cambiano la sostanza di una serata per buona parte alla pari con la Roma, soprattutto mentalmente. Proprio quello di cui aveva bisogno la squadra (e l’ambiente in generale) per spazzare via i fantasmi sul nascere, ripartire con coerenza e dare un peso alla classifica e ai tredici punti sin qui conquistati, un’enormità considerato anche il ritmo di chi sta sotto e che in teoria dovrebbe essere un competitor per la salvezza.

Le risposte

Il Cagliari c’è, insomma. Vive e lotta insieme a noi. Dopo la disfatta di Monza e i due schiaffi presi dal Bologna, ha tirato fuori una prestazione con i fiocchi, al netto di diversi cambi (Sugawara e Fadera giocavano per la prima volta titolari) e di un motore diverso (Romano ha provato a modo suo e con caparbietà a gestire le operazioni, ma non è Winks e le tempistiche sono diverse). Una prova solida ma costruttiva. L’undici rossoblù ha messo in campo quello spirito di sacrificio che l’aveva contraddistinto nei primi turni, senza per questo rinunciare ad attaccare. Non capita a tutti di presentarsi all’Olimpico e tirare nove volte in porta contro la Roma, ha sottolineato, orgoglioso, Pisacane che ha così rimodulato l’assetto e gli interpreti per avere le risposte anche (o soprattutto) da chi stava fuori inizialmente.

L’attacco

L’impatto di Maldini nel finale, al di là del quinto gol personale, è forse il segnale più forte nel quale il tecnico potesse sperare. Mentre Mendy ha confermato di avere ormai i mezzi, il passo e, soprattutto, la testa per competere a qualsiasi livello. Allo stesso tempo, Nzola ha dimostrato di avere ancora parecchie cartucce da sparare, di essere strutturato anche caratterialmente per una stagione importante e di poter diventare, pertanto, un valore aggiunto là davanti, a prescindere dal risultato. E d’ora in poi c’è pure Trepy, al quale è bastata una manciata di minuti per ricordare quanto vale, al di là dell’aspetto emotivo per il suo ritorno in campo due mesi e mezzo dopo l’incidente in piscina.

Il calendario

Nonostante i quattro gol incassati, il nuovo assetto difensivo sembra aver dato qualche garanzia in più. Certi errori individuali - di posizionamento e non solo - saranno poi al centro dei confronti che l’allenatore avrà con la squadra in vista del prossimo appuntamento all’Olimpico, stavolta con la Lazio che, a sua volta, ha surclassato il Sassuolo a Reggio Emilia (6-2 il risultato finale) e comanda la classifica come ai tempi d’oro insieme all’Inter. Un’altra trasferta ad alto rischio. Ma ora il Cagliari sa di poterla gestire, rafforzando magari il livello di attenzione e provando così a portarseli dalla propria parte, gli episodi. Certo il calendario in questa fase non sembra proprio un buon alleato. Dopo la Lazio, i rossoblù dovranno affrontare la rivelazione Frosinone alla Domus, il Como di Fàbregas al Sinigaglia, poi il Milan ancora in casa prima dello scontro diretto di Firenze. Un campo minato al limite del diabolico. Quanto visto l’altro ieri all’Olimpico ha tuttavia confermato che ogni match può essere un’opportunità, soprattutto quello che può sembrare il più proibitivo, se affrontato in un certo modo.

Se la Roma non avesse avuto quel ruggito d’orgoglio verso lo scadere, il pareggio ottenuto da Maldini sarebbe stato probabilmente il giusto epilogo di una serata che va oltre, dunque, il risultato finale. Detto questo, il Cagliari continua ad avere otto punti di vantaggio sulla zona retrocessione e ben dieci squadre alle sue spalle. E se i presupposti sono quelli dell’altro ieri a Roma, il peggio forse è già passato. Sotto a chi tocca, e via via gli altri.

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