Olbia.

Caduta fatale, 13 anni di attesa 

Sotto accusa la scala mobile dell’ospedale, una nuova perizia 

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Mattina del 10 luglio 2013, scala mobile del padiglione A del Giovanni Paolo II, il pensionato Nicola Desini vola letteralmente dai ripidissimi gradini scorrevoli. Con lui cadono la figlia e la moglie. L’uomo, molto anziano, riporta un grave politrauma e muore dopo qualche giorno di ricovero. A distanza di quasi 13 anni dai fatti, è stata disposta una perizia (in dibattimento) per stabilire la causa del decesso del pensionato. Tredici anni dopo l’incidente, nel processo di primo grado (in corso a Tempio) è necessario stabilire se c’è un nesso di causalità tra la rovinosa caduta e la morte di Nicola Desini. Una nuova consulenza, dopo quella disposta in sede penale e un’altra in sede civile. Perizie, due procedimenti pendenti a Tempio, dieci anni di udienze civili, decine di testimoni sentiti e nessuna sentenza. La Regione e la Asl di Olbia, portate in giudizio, dicono che non sono loro a dover risarcire, perché la scala del padiglione A ha serie problematiche strutturali. Troppo ripida e stretta, i periti scrivono “Il movimento dei gradini lascia ai viaggiatori un tratto in piano di 44 cm, inferiore ai 60 cm prescritti”. Ma quando Nicola Desini è caduto c’era anche un altro problema, il meccanismo “stop and go” faceva partire la macchina con uno strappo. Nel corso degli anni il dispositivo è stato “calibrato” e dopo una serie di incidenti (alcuni causati anche dalla imprudenza degli utenti) non è più un’incognita. Il discorso aperto ora è quello dell’accertamento delle responsabilità, eventuali, e dei risarcimenti. Va ricordato che gli incidenti sono stati diversi. Sotto accusa c’è ancora la Asl di Olbia e i rappresentanti di alcune imprese che si sono occupate dell’impianto.

Ci sarà una sentenza?

La Asl, anche in sede civile, ha risposto che non ritiene di dover risarcire i familiari della vittima (rappresentati dall’avvocato Nicola Di Benedetto). Effettivamente la scala mobile ha problematiche di costruzione che non possono essere attribuite alla Regione. Ma allora chi risponde dell’incidente? Quando si arriverà alle sentenze? Dice il figlio della vittima, l’avvocato Antonello Desini: «Non bisogna dimenticare che insieme a mio padre è precipitata mia sorella che aveva poco più di 30 anni. Una perizia disposta dalla Procura di Tempio ha accertato che la caduta è stata determinata da un malfunzionamento della scala mobile. Non vi è molto da aggiungere. Attendiamo la fine di tutto questo».

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