Incidente sul lavoro

Cade dal ponteggio del “suo” palazzo: muore un impresario 

Olbia, la tragica fine di Renato Mariotti Il lutto: «Quel cantiere era la sua vita» 

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Il lavoro prima di ogni cosa, ogni giorno sui ponteggi per ultimare il suo palazzo di dieci piani in via Gramsci, nel cuore di Olbia. Renato Mariotti aveva un obiettivo nella vita, finire l’edificio che lo impegnava completamente. Anche nei fine settimana e ieri il piccolo impresario di Su Canale (frazione di Monti) era al suo posto, il solito, a controllare il cantiere e a lavorare sul ponteggio del settimo piano dell’immobile. Ma a metà mattinata è successo qualcosa che ha messo fine all’esistenza dell’imprenditore. Renato Mariotti ha perso l’equilibrio ed è caduto da un’altezza di venti metri, l’incidente è avvenuto nella facciata dell’immobile opposta rispetto a quella dell’ingresso, in via Gramsci. L’uomo è morto sul colpo, non c’è stata alcuna possibilità di tentare un intervento di soccorso. Nel cortile dell’immobile sono arrivati familiari e amici dell’uomo che hanno dato immediatamente l’allarme. Nel giro di pochi minuti la zona è stata chiusa per consentire i primissimi accertamenti dei Carabinieri, quindi è stato allertato il personale dello Spresal (ispettori del lavoro della Asl di Olbia). È stato sufficiente un rapido sopralluogo per confermare la valutazione iniziale dei Carabinieri, la tragedia di via Gramsci è stata classificata come un (altamente probabile) incidente sul lavoro.

Scivolato?

Renato Mariotti, 69 anni da compiere a ottobre, era il direttore dei lavori nel cantiere di dieci piani, anzi si può dire che l’uomo (sposato, due figli) nell’immobile di via Gramsci faceva praticamente tutto. Poco prima delle 13 a Olbia ha iniziato il suo lavoro anche il procuratore facente funzioni di Tempio, Alessandro Bosco, che è entrato nel cantiere per rendersi conto personalmente della situazione. Il magistrato ha ordinato il sequestro di una porzione dell’immobile e l’autopsia sul corpo della vittima. Stando alle prime informazioni raccolte dalla polizia giudiziaria, nessuno era presente all’interno del cantiere al momento dell’incidente e nessuno avrebbe visto come l’impresario è caduto. L’ipotesi presa in considerazione dal magistrato titolare del fascicolo e dal personale dello Spresal è che Mariotti sia scivolato mentre si trovava al settimo piano a ridosso di una delle aperture del ponteggio. Gli ispettori del lavoro hanno concentrato la loro attenzione sui dispositivi di sicurezza (parapetti, tavole fermapiede, impalcati e ancoraggi). Lo Spresal avrebbe rilevato una situazione generale di sostanziale regolarità del cantiere, ma sarebbero state individuate problematiche che ora sono al centro di approfondimenti. Renato Mariotti potrebbe anche avere avuto un malore, ma la caduta dal settimo piano dell’immobile deve trovare una spiegazione. La polizia giudiziaria ha proceduto anche alla identificazione delle figure con responsabilità formali all’interno del cantiere, committente dei lavori risulta essere un familiare stretto della vittima.

«Lavoro senza tregua»

Ieri mattina sotto la palazzina di via Gramsci sono arrivati amici e conoscenti della vittima. Le parole ripetute tra le lacrime sono state le stesse per tutti: «Renato non si fermava mai, questo cantiere era la sua vita, insieme alla famiglia». Ora bisogna capire perché è stato perso tutto in un attimo.

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