Job Fair

Caccia al lavoro, la carica dei 650 

A Cagliari le richieste delle imprese: «Servono 1.700 profili professionali» 

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La corsa affannosa al lavoro in Sardegna. Alla ricerca di un equilibrio tra l’urgenza di chi cerca un impiego e ciò che serve alle imprese. Il momento è difficile ma ci sono occasioni che si possono afferrare e sfide da intraprendere. Una tappa importante è stata la Job Fair Turismo, Sport e Ambiente, organizzata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con Sviluppo Lavoro Italia e l’Aspal. L’evento si è sviluppato nell’arco di due giorni a Cagliari a Sa Manifattura. Oltre 1700 i profili professionali richiesti dalle aziende presenti nella sala officine dello storico edificio, teatro nei primi anni del Novecento della vigorosa mobilitazione delle sigaraie. Si sono presentati in 650 con la volontà di individuare nuovi percorsi di vita. Secondo Paola Nicastro, presidente di Sviluppo Lavoro Italia, «uno degli elementi centrali della Job Fair è la capacità di fare rete tra i soggetti che operano nell’ambito delle politiche per lo sviluppo dell’occupazione».

Le prospettive

Un incontro tra domanda e offerta di lavoro soprattutto nel campo del turismo ma c’erano anche aziende impegnate nel campo del commercio, del trasporto marittimo, del tempo libero. Nelle due giornate è stato possibile incontrare le aziende e delineare, attraverso colloqui personalizzati, aspettative e motivazioni. Nel fitto programma anche attività di orientamento, laboratori, incontri dedicati allo sport, all’ambiente e al turismo e seminari su autoimpiego e creazione d’impresa.

Le speranze

«Sto cercando un lavoro part-time possibilmente nel settore informatico. Studio all’università e ho il desiderio di rendermi autonomo», ci dice Francesco Pitzalis, cagliaritano, che in fila attende il suo turno davanti allo stand di un’azienda che opera nel settore del commercio.

Lorenzo Fantozzi, 20 anni, vorrebbe sviluppare le conoscenze acquisite sulla programmazione, sui sistemi e sulla tecnologia. «Sono un tecnico informatico e voglio cimentarmi con un’esperienza lavorativa». L’evento promosso dal ministero del Lavoro è lo specchio di una società che diventa sempre più multietnica. Ha un bel sorriso Mina Navabi, 32 anni, marocchina, arrivata a Sa Manifattura insieme al marito con l’obiettivo di trovare un impiego part-time in un supermercato: «Sarebbe il mio primo lavoro. Vorrei accudire mia figlia che è ancora piccola. Bisogna ripetere più spesso queste iniziative per dare speranze concrete soprattutto ai giovani ». Valeria Escobar, 19 anni, è nata in Colombia: «Ho l’intenzione di andare avanti con gli studi universitari ma allo stesso tempo voglio crescere con un impiego. Mi piacerebbe lavorare in un supermercato come addetta alla vendita». Federico Pili, educatore del centro di accoglienza per immigrati di Quartu, gestito dalla Caritas, ha accompagnato alcuni ospiti della struttura: «Ragazzi africani e asiatici che parlano diverse lingue. Si vogliono inserire in un mondo del lavoro che ha dei vuoti in Sardegna».

La formazione

Giuseppe Sedda, direttore delle risorse umane del Forte Village a Santa Margherita di Pula, ritiene che «con con questo tipo di confronto si vada oltre il curriculum vitae cartaceo. La conoscenza diretta aiuta a conoscere la personalità e le reali motivazione di chi abbiamo di fronte. Cerchiamo persone che possano lavorare in sala, in cucina, nel settore del ricevimento ma anche manutentori, elettricisti, operai. Siamo alla ricerca di persone preparate, che conoscano le lingue straniere, e molto motivate». Lorena Sanna e Grazia Longo, del gruppo alberghiero Mangia’s, con hotel in Sardegna e Sicilia, hanno valutato figure che possano lavorare «nelle manutenzioni, in sala, al bar, tutte le figure dell’hotellerie». Alice Chessa, che rappresenta Cheval Blanc-Hotel Pitrizza, fascia di lusso nell’industria sarda dell’accoglienza, sostiene che «la selezione e la formazione del personale sono aspetti essenziali. Un servizio di alta gamma richiede competenze specifiche e una preparazione costante».

Le motivazioni

Monica Piredda, 53 anni, cagliaritana, è pronta per una nuova esperienza nel settore alberghiero: «Mi piacerebbe operare al ricevimento e nell’accoglienza dei turisti, un ambito in cui ho già lavorato». Per Alberto Melis, imprenditore nel settore della ristorazione con il marchio “Antica Cagliari”, «è importante andare oltre il curriculum, valutando attitudine, disponibilità e voglia di crescere».

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