Nemo propheta in patria. Locuzione facile facile, se sei di Orosei sognando la Serie A con il rossoblù addosso e hai trovato una casa nuova a Pordenone. E Salvatore Burrai, ospite ieri sera a “Il Cagliari in diretta” su Radiolina e Videolina, in quella nuova casa ci è tornato un’altra volta: dopo aver dato l’addio al professionismo, ecco un altro capitolo della sua storia con i neroverdi friulani. Giocherà in Eccellenza.
Eppure l’inizio della sua storia nel calcio dei grandi, con l’esordio in Serie A in un Ascoli-Cagliari di maggio 2007, aveva offerto prospettive diverse. «Nell’anno in cui ho esordito, ero molto considerato da Giampaolo nonostante venissi da due brutti infortuni al ginocchio e davanti a me ci fosse Daniele Conti. Era un mostro, non saltava una partita praticamente mai. Nell’esordio ad Ascoli provai un’emozione impressionante, esordì anche Marco Mancosu che segnò», il ricordo del centrocampista classe ’87. «Per chi, come lui, è riuscito a tornare al Cagliari non provo invidia. Ovviamente sarebbe stato anche il mio sogno, forse adesso verrei lanciato più facilmente».
Dopo il secondo anno in prima squadra, sotto la guida di Allegri, ha vestito tante maglie prestigiose in giro per l’Italia, seguendo il Cagliari da tifoso. «Conosco Pisacane perché abbiamo fatto insieme il corso per il patentino, il Cagliari mi ha fatto una buona impressione».
Il primo approccio alla “sua” Pordenone è arrivato nel 2017: «Quando mi chiamarono per la prima volta non sapevo neanche dove fosse, sono andato a controllare sulla cartina. Pordenone è stato un anno di rinascita dopo due esperienze non felicissime tra Monza e Siena». E nel tempo è diventato il giocatore con più presenze tra i professionisti con quella maglia. Che è tornato a vestire per la terza volta, dopo gli ultimi positivi anni con Mantova e Dolomiti Bellunesi. «Avevo fatto la scelta un paio di settimane fa di concludere con il professionismo. Avevo qualche offerta, ma alla mia età andare lontano da casa e chiudere la carriera in un’altra squadra non mi dava soddisfazione e adesso farò questa stagione nei dilettanti. Mi hanno accolto come una bandiera».
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