Città Metropolitana.

Burocrazia più forte delle tragedie 

Stop alla messa in sicurezza di via S’Ecca S’Arrideli: «Non si può» 

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Cala il sipario sulla messa in sicurezza di via S’Ecca S’Arrideli, una delle strade più pericolose del territorio quartese. Neanche la morte, lo scorso gennaio, di Roberto Basciu, il 45enne finito con la sua moto sotto un’auto, l’ultima di una lunga scia di croci, ha cambiato le cose. E non è bastato nemmeno l’appello del sindaco Graziano Milia che già in precedenza aveva chiesto un tavolo urgente per discutere proprio della situazione della strada.

No agli interventi

La certezza adesso è che non ci saranno né dossi, né attraversamenti pedonali rialzati per far ridurre la velocità e proteggere anche i pedoni. E a confermarlo è proprio la Città Metropolitana che ha competenza sull’arteria.«Il codice della strada» spiega il delegato alla mobilità e sicurezza stradale per la Città Metropolitana Omar Zaher, «prevede l’installazione di dissuasori di velocità o per meglio dire di attraversamenti pedonali rialzati, soltanto nelle zone urbane». In questo caso però, «via S’Ecca S’Arrideli nonostante la forte urbanizzazione circostante, è classificata come strada extraurbana». Se fosse strada urbana in ogni caso, «la competenza non sarebbe nostra ma del Comune». Il problema degli attraversamenti pedonali rialzati, dice ancora Zaher, «è stato più volte sollevato al Ministero dei trasporti, ma ogni interpellanza mandata avanti anche da altre amministrazioni, ha sempre avuto esito negativo». In sostanza, «non si possono disporre questo tipo di accorgimenti nelle strade extraurbane e l’unica eccezione rimane consentita solo per le traverse urbane in cui però la competenza ricade sulle opere di urbanizzazione e quindi sul Comune».

Strada a rischio

E quindi via S’Ecca S’Arrideli rimarrà così come è sempre stata: senza strisce pedonali, senza marciapiedi, senza illuminazione e con tantissime persone, soprattutto ragazzi, che ogni giorno la percorrono per andare a prendere il bus con le auto che sfrecciano a tutta velocità. A bordo strada ci sono croci e foto sbiadite a ricordare che qui si muore e si continua a morire. Il più piccolo aveva 13 anni e si chiamava Matteo Fabbrocile: era stato falciato da un’auto appena sceso dal pullman, di ritorno da scuola diretto verso casa, nei giorni della festa di Sant’Elena. Una delle tante vite spezzate in una strada che non ha avuto la stessa fortuna di via Dell’Autonomia regionale sarda, messa in sicurezza con rotatorie e marciapiedi, dopo anni di croci.

Le pensiline

L’unico progetto riguarda la sistemazione delle pensiline per attendere i bus, con pannelli fotovoltaici e lampioni per illuminare. Il progetto è finanziato con il bilancio della Città Metropolitana per un totale di 500mila euro. Il tratto interessato è quello tra la rotatoria di via S’Ecca S’Arrideli (angolo via Lago Simbrizzi) e quella che fa angolo con via dell’Autonomia, dove ci saranno quattro fermate.

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