Castello.

Buoncammino, il belvedere sospeso 

Mancano punti di ristoro e infopoint: «Potrebbe essere il salotto della città» 

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Viale Buoncammino è il balcone naturale di Cagliari: una terrazza sospesa sulla città, con gli alti pini che si allungano lungo la strada fino a scendere dentro Castello: il mare che si intravede tra i rami, i turisti che arrivano con la macchina fotografica già pronta. Chi lo frequenta ricorda un’altra epoca: c’erano i chioschi, c’era la musica, si faceva la festa di San Lorenzo. Negli anni Ottanta, raccontano in tanti, era il vero salotto di Cagliari. Oggi di quella stagione resta poco: uno scheletro di strutture chiuse o scomparse, con un solo chiosco ancora in vita.

Le voci

A gestirlo è Giuseppe Viola, che di quel viale conosce ogni fase degli ultimi vent’anni. «Sicuramente il viale si potrebbe riqualificare», racconta. «Potrebbe tornare a essere quello che era negli anni Ottanta: il salotto della città. Ben venga che aprano nuovi chioschi: più siamo, più lavoriamo, più offerta c’è per chi arriva qui». Un’apertura, sottolinea, che potrebbe portare lavoro anche per i più giovani, in un tratto di città che vive soprattutto di passaggio turistico.

Ma è proprio il passaggio, oggi, a scontrarsi con l’assenza di servizi. «Manca un bel baretto, memoria di come si stava bene tanti anni fa qui a Buoncammino», racconta un residente della zona mentre alle sue spalle passa uno dei city tour che attraversano il viale. «C’è un bel viavai di turisti, e servirebbe anche un infopoint: chi arriva qui vorrebbe informazioni».

I servizi

Chi il viale lo frequenta da vent’anni segnala altre mancanze. «È molto cambiato, in peggio: oltre al bar mancano i servizi igienici, e se arriva un bambino ne ha bisogno», racconta una signora. «Hanno pensato il viale solo per le camminate». E ancora, da un altro frequentatore abituale: «Qui non ci sono mai stati i servizi igienici, non è che ce li abbiano tolti. Manca qualcosa che in tutta la città non c’è mai: i bagni mobili, che il Comune dovrebbe predisporre come si fa altrove. Ce n’è uno solo, ai giardini pubblici, e per giunta mezzo guasto. Eppure questa è una delle zone più frequentate dagli anziani».Ai disservizi si aggiungono i lavori che da mesi tengono impegnato un tratto di Buoncammino, davanti a quello che un tempo era il carcere cittadino: la messa in sicurezza legata alla caduta di un albero, che prosegue senza una scadenza definita.

In questo scenario si inserisce ora un primo passo concreto verso la riqualificazione: il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria ha pubblicato un bando per affidare a un ente del Terzo Settore la gestione di un nuovo chiosco da 155 metri quadrati, tra spazio coperto e area tavoli, destinato alla vendita di prodotti agroalimentari realizzati nelle case di reclusione all’aperto dell’isola. Le candidature vanno presentate entro il 31 agosto, nell’ambito di un protocollo firmato a giugno tra Comune e Ministero della Giustizia, che punta su inclusione e reinserimento sociale dei detenuti.

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