Il caso.

Buoi a rischio, allarme per Sant’Efisio 

Nuovi focolai di dermatite, c’è la quarantena: dubbi sull’utilizzo il Primo maggio 

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L’incontro, ieri pomeriggio a Palazzo Bacaredda, era convocato (come accade ogni anno due settimane prima dell’evento) per fare il punto sugli ultimi dettagli: percorsi, accessibilità, scansione dei tempi della Festa di Sant’Efisio. Una riunione di routine, quindi. Invece Comune, organizzatori, Asl e rappresentanti della Regione si sono trovati ad affrontare un problema più grande: i nuovi focolai di dermatite dei bovini (partiti da Muravera e poi estesi ad altri territori) gettano ora più di un dubbio sulla presenza delle tracas e del giogo dei buoi che traina il simulacro del Martire Guerriero durante la processione per lo scioglimento del voto. «L’allarme oggi c’è ma restiamo fiduciosi sul fatto che una soluzione si troverà», spiega Ottavio Nieddu, direttore artistico della festa di Sant’Efisio, da anni regista di una macchina in movimento complessa ma coordinata con cuore e competenza. «Di fronte ai nuovi contagi, Asl e Regione, con lo scopo di arginare il fenomeno, proibiscono la movimentazione dei bovini. Le prescrizioni parlano di un periodo di quarantena che dovrebbe terminare il 30 aprile, quindi se cosi fosse saremo al limite ma comunque nei tempi. Se non fosse così, valuteremo il da farsi», aggiunge.

La vicenda

La dermatite nodulare bovina, dunque, non mette a dura prova solo il settore zootecnico della Sardegna, ma anche gli allevatori (per la Festa edizione numero 370, la famiglia Etzi di Pula) che garantiscono i buoi per le 16 tracas, 32, più i 2 ( Ti stimu e Po cantu bivu ) che dovrebbero trainare il cocchio e che sono stati benedetti al termine della processione di Pasquetta, a Stampace. «Mercoledì prossimo», 22 aprile, «ci sarà un’altra riunione tra il sindaco, la Asl e la Regione e in quel giorno avremo una risposta. Fino a quel momento manteniamo l’ottimismo», spiega ancora Nieddu.

Le ipotesi

La situazione attuale, in attesa della decisione di mercoledì, disegna tre scenari possibili: la fine del periodo di quarantena il 30 aprile sarebbe, evidentemente, la condizione migliore. In caso contrario, ipotesi numero due, Asl e regione potrebbero concedere una deroga, nel rispetto di prescrizioni rigide sulla distanza da mantenere tra i bovini. «Saremmo in grado di rispettarle perfettamente», assicura il direttore artistico. La terza, la peggiore, che tutti sperano di evitare, è che i bovini non potranno sfilare per la Festa. «In quel caso dovremmo rinunciare alle tracas e al giogo che traina Sant’Efis e trovare un piano B», dice ancora Nieddu. E conclude. «In questo momento siamo fiduciosi che il problema possa rientrare e la Festa svolgersi senza intoppi».

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