Una rapina e un’aggressione con un bastone nel giro di tre giorni. «È inutile negarlo, siamo preoccupati e abbiamo paura», dicono i residenti e i commercianti di Sant’Avendrace, allarmati dagli episodi recenti. «Si susseguono uno dietro l’altro», raccontano, «stiamo vivendo una situazione di insicurezza».
I problemi
«Quanto accaduto negli ultimi giorni ci disturba parecchio», commenta Francesca Dettori, una delle residenti della zona, «vivo qui da tanti anni e fino a poco tempo fa era un quartiere tranquillo. Potrebbe essere un fiore all’occhiello e invece i casi di violenza si aggiungono al degrado in strada e sui marciapiedi». Tra i disagi maggiormente segnalati dagli abitanti c’è l’illuminazione ritenuta insufficiente. «Durante la notte molte strade restano spesso al buio», segnala don Alessandro Simula, il parroco di Sant’Avendrace, «questo sicuramente non facilita la costruzione di un clima di sicurezza. Tra i residenti c’è preoccupazione, soprattutto tra gli anziani, non si sentono al sicuro fuori casa. Dopo una certa ora le famiglie hanno difficoltà a uscire e questo non va bene, è inaccettabile così come è inaccettabile il problema di viale Santa Gilla. È assodato che in quella strada ci sia un giro di prostituzione che porta un indotto negativo nel quartiere».
La preoccupazione
La rapina alla pizzeria al taglio, all’angolo con via Monte Sabotino, con una ragazza aggredita lunedì notte e il giovane colpito ripetutamente con un bastone mercoledì sera alla fermata del bus hanno ulteriormente allarmato i residenti. «Di notte sentiamo urla e schiamazzi provenire dalla strada, mentre un paio di mesi fa avevano rotto i vetri di cinque auto in sosta», racconta Francesca Dettori. «C’è rammarico», afferma Matteo Boi, titolare della tabaccheria in via Santa Gilla, «tra gli articoli più venduti nell’ultimo periodo ci sono gli spray al peperoncino perché ci sono sempre più ragazze preoccupate, alcune hanno raccontato di essere state inseguite e importunate. La situazione non è più sostenibile».
La richiesta
I temi sulla sicurezza erano stati affrontati anche nel recente incontro dei residenti di Sant’Avendrace con Massimo Zedda nella parrocchia del quartiere: «Il sindaco ha capito la problematica e ci ha messo la faccia. La mia paura è che questa cosa cada in una diatriba politica che non porti a niente anche perché abbiamo avuto gli stessi problemi durante la precedente amministrazione», dice Matteo Boi. Il tabaccaio si è occupato anche della raccolta firme per chiedere più controlli. «Verrà protocollata a giorni», conferma, «nel giro di una settimana hanno aderito 360 famiglie. Chiediamo maggiori controlli, soprattutto in alcuni edifici, e maggiore attenzione da parte delle istituzioni. Serve un intervento serio e drastico. Noi facciamo decine di segnalazioni ma spesso non si risolve nulla. È un quartiere bellissimo, rovinato da urla notturne, prostituzione e aggressioni. Bisognerebbe attenzionare determinati personaggi, non è una situazione impossibile da gestire e non è molto diversa da quanto accade in piazza del Carmine con la zona rossa».
«Abbiamo chiesto l’intervento di prefetto e questore per rimettere mano al quartiere», aggiunge Francesca Dettori, «perché non ci sentiamo al sicuro e sembra che la situazione sia diventata più pericolosa. Servirebbe un presidio fisso, come quando nel quartiere c’era la polizia. Ora invece non vediamo più le forze dell’ordine passare, a meno che non succeda qualcosa».
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